02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2021 alle 20:22:00

Provincia di Taranto

Bancarotta fraudolenta. Scattano tre denunce


MARTINA F. – Sigilli ad una fabbrica di confezionamento di capi d’abbigliamento. La Guardia di Finanza ha denunciato tre persone per “bancarotta fraudolenta”. La storia riguarda l’attività di confezionamento ceduta ad un prezzo inferiore a quello reale e con documenti che sono risultati fittizi. L’opificio industriale ha un valore stimato di circa 1,3 milioni di euro, ma sarebbe stato venduto ad una società immobiliare ad un prezzo notevolmente inferiore. Peraltro esisterebbero condizioni di parentela tra l’amministratore dell’azienda fallita ed i gestori della società immobiliare a cui è stato venduto l’opificio. Le Fiamme Gialle sono finite sulle tracce del caso a seguito di una complessa attività di indagini delegate dalla Procura di Taranto riguardante il fallimento di una società martinese operante nel settore del confezionamento di capi di abbigliamento.

I militari del nucleo di Polizia Tributaria hanno eseguito il sequestro preventivo dei capannoni situati nell’agro di Martina Franca. In particolare le Fiamme Gialle hanno accertato che l’amministratore unico della società di confezionamento fallita aveva, in concorso con il rappresentante legale e con il socio di maggioranza di una società immobiliare, venduto l’opificio industriale per un valore di circa la metà di quello reale di mercato. Gli accertamenti sono stati eseguiti sulla documentazione da cui sarebbe risultato che il pagamento di una parte del prezzo pattuito, peraltro avvenuto in contanti, è fittizio. Un’operazione illecita che ha quindi favorito sia l’amministratore unico della società fallita che avrebbe intascato l’intero importo del prezzo di vendita in pregiudizio dei creditori, sia la società immobiliare della quale, peraltro, il socio di maggioranza risulta essere parente dell’amministratore unico. La fabbrica è finita sotto sequestro e per i tre protagonisti è scattata la denuncia con l’accusa di concorso in reato per bancarotta fraudolenta compiuto attraverso plurime illecite condotte di distrazione o dissipazione del patrimonio della società in fallimento, in danno delle persone creditrici della stessa società. Inoltre la stima dell’opificio fatta eseguire da un consulente tecnico nominato dal Tribunale di Taranto ha confermato che il valore è superiore del 30% rispetto al prezzo di vendita pattuito tra le parti.

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