Provincia

“Senza la chirurgia è a rischio anche il reparto maternità”


GROTTAGLIE – Si apre una nuova battaglia in città per la difesa dell’ospedale San Marco. Il taglio da H24 a day surgery della chirurgia agita nuovamente pazienti e cittadini che, già riuniti in comitato quando si paventò la chiusura dell’intero nosocomio, ora tornano a battere i pugni contro la decisione di tagliare la chirurgia. “Il rischio è di perdere anche la maternità” ci dice la portavoce del comitato, Filomena Erario che per domani ha già convocato un incontro per pianificare nuovi azioni di lotta. “Se non verrà rispettata la sentenza del Tar – aggiunge – ci muoveremo per via legale”.

La sentenza di cui parla è quella con la quale il giudice ha disposto l’attivazione H24 del reparto di chiururgia che già un anno fa fu trasformato in day surgery, nonostante la disposizione generale del piano sanitario regionale sia di totale apertura. “E’ assurdo – insiste la portavoce – che nessuno abbia pensato di sostituire i tre medici trasferiti e si sia, invece, deciso di dimezzare l’attività chiururgica in un ospedale che funziona. Ricordo di aver visto pazienti anche sulla barella in attesa dell’intervento chirurgico. Si continua a tagliare a scapito della gente che ha bisogno di cure e di assistenza medica. E questo taglio alla chirurgia rischia di mettere in ginocchio anche la maternità. Il sospetto è che si voglia nuovamente agire su questo fronte, cioè togliere al San Marco il reparto di ginecologia. Mi auguro che ciò non accada e comunque noi non ci fermiamo. Andremo avanti e penso che consegneremo agli avvocati la sentenza del Tar di Lecce perchè venga fatta rispettare”. Intanto proprio oggi il sindaco Ciro Alabrese sta incontrando il direttore generale dell’Asl tarantina, Fabrizio Scattaglia per chiedere la revoca della disposizione di servizio con cui il direttore medico, dott. Menza, ha dimezzato le ore di attività al reparto di chirurgia. Servono altri medici. In tre non possono garantire l’H24. Il taglio è di giovedì scorso e sono già in affanno.

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