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Ecco come cambia la geografia delle scuole martinesi


MARTINA F. – Pronto i piano di ridimensionamento scolastico. Mentre l’istituto “Grassi” si allarga, la “Marconi” riduce il numero degli allievi. Con delibera n. 199 del 12 novembre 2012, la giunta comunale ha approvato la nuova proposta. A seguito, infatti, della delibera regionale sul dimensionamento della rete scolastica e la programmazione dell’offerta formativa”, l’Amministrazione comunale ha elaborato un piano “in una logica di condivisione con tutte le componenti delle comunità scolastiche e le organizzazioni sindacali”. L’assetto organizzativo delle scuole, attualmente, prevede 1.326 alunni per l’I. C. “G. Marconi”, 900 per l’I. C. “Giovanni XXIII”, 953 per l’I. C. “G. Chiarelli”, 587 per l’I. C. “G. Grassi” e 759 studenti per l’I. C. “A. Aosta”.

Il piano stabilisce, invece, che all’I.C. Grassi saranno aggregate tre sezioni del plesso “La Sorte” con 75 alunni (ora dipendenti dall’Istituto Comprensivo “Marconi”) e acquisirà, pertanto, una popolazione di 662 unità, quindi al di sopra della soglia minima prevista nelle linee di indirizzo regionali. La stessa scuola, dato l’assetto proposto, sarà nelle condizioni di implementare la propria utenza con riferimento alle scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di I grado nel corso del triennio. Con l’esecutività della delibera il numero complessivo degli alunni sarà, dunque, di 1.251 per l’I. C. “G. Marconi”, 900 per l’I. C. “Giovanni XXIII”, 953 per l’I. C. “G. Chiarelli”, 662 per l’I. C. “G. Grassi” e 759 studenti per l’I. C. “A. Aosta”. “Per raggiungere le dimensioni ottimali delle istituzioni scolastiche e garantire, quindi, l’efficace esercizio di autonomia – dichiara il sindaco Franco Ancona -, abbiamo deliberato un atto partecipato dai sindacati e dai dirigenti scolastici che, a loro volta, hanno coinvolto sia i collegi che i Consigli d’Istituto. Da quando esiste questa legge è la prima volta che viene fatto un iter così completo e condiviso”. “Dobbiamo pensare d’ora in avanti – ha commentato l’assessore al Diritto allo Studio, Antonio Scialpi – in termini di piano triennale studiando le demografie e le tendenze dei nuovi servizi mettendo da parte la logica della pura aritmetica legata alle iscrizioni e alla concorrenzialità. Dobbiamo ragionare in termini di sistema formativo e cittadino”.

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