Provincia

“Chi pagherà i danni provocati dal porticciolo?”


PULSANO – Dopo il no di Legambiente anche i grilliini manifestano contrarietà al progetto per il porticciolo turistico a seno Capparone in quella che definiscono “una storica baia del litorale tarantino di grande valore paesaggistico ed ambientale”. Ecco perchè dicono no. “L’insediamento prevederà al termine dei lavori, un molo di sopraflutto di cemento spesso 7 metri, alto 6 metri e mezzo sul livello del mare e lungo oltre mezzo chilometro. Fino a qualche mese fa, le notizie di quest’opera si succedevano e la popolazione veniva informata sia sulle osservazioni al progetto, sia sull’iter procedurale in quanto l’opera è soggetta a Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) di competenza della Regione Puglia. Proprio dalle osservazioni presentate nell’ultima Conferenza di Servizi (maggio 2012) si sono apprese informazioni preoccupanti qualora fosse approvato il progetto.

Gli Amici di Beppe Grillo di Taranto avevano già affrontato l’argomento in una serata informativa il 12 Giugno 2012, esponendo le proprie osservazioni. Gli esponenti di Legambiente temono il verificarsi di gravi fenomeni di erosione costiera e della conseguente regressione dell’adiacente e frequentata spiaggia di Montedarena, fenomeni innescati dalla variazione nell’andamento delle correnti marine in seguito alla realizzazione della spropositata struttura. In merito alle peculiarità naturalistiche del luogo sono state presentate osservazioni dall’Associazione Wwf Taranto onlus, che ha più volte ribadito la presenza di habitat protetti (grotte marine e prateria di Posidonia oceanica) nonché di numerose specie animali tutelate dalla legislazione vigente. Ma le osservazioni negative sono giunte in Conferenza dei Servizi anche dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia che ha espresso parere negativo alla realizzazione dell’opera affermando che “il progetto in discussione, con gli interventi previsti di dragaggio dei fondali, messa in opera del molo sopraflutto, strutture a terra e scalo d’alaggio, andrebbe ad incidere irrimediabilmente sulle presenze archeologiche e ad alterare in maniera significativa un contesto storico-geografico che ancor oggi rappresenta una preziosa testimonianza dell’uso del mare in età greca e romana”. Risulta tra l’altro, che il progetto non ha ancora ottenuto la necessaria concessione a mare da parte dell’Ufficio Demanio Marittimo”. Un ulteriore tassello per un progetto che è, invece, fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale. “Nonostante per legge, la procedura di VIA debba durare 90 giorni -. fanno notare i grillini – ci risulta che la prima documentazione sia stata pubblicata a gennaio del 2010 e che la procedura sia ancora aperta. Ci chiediamo inoltre come mai venga perseguita da parte del Comune di Pulsano una visione politica così arretrata che basa il suo sviluppo sulla cementificazione di ogni angolo naturale in terra e in mare, vero patrimonio della nostra regione”. “Con questi presupposti – concludono gli amici di Peppe Grillo – ci viene da domandare: da dove provengono i denari per tale costruzione? Chi farà da garante per tale costruzione e, al termine della concessione, qualora l’opera dovesse produrre più debiti che crediti, chi dovrà pagare questi debiti? Verranno riversati sul Comune? Chi dovrà sostenere economicamente la manutenzione ordinaria e straordinaria? Dovremo assistere agli stessi disagi del porto di Campomarino? Chi sborserà i denari per i futuri ed inevitabili dragaggi?” Interrogativi che giriamo all’amministrazione comunale affinchè si chiariscano tempi, modi e soprattutto obiettivi del progetto.

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