27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 21:58:00

Provincia di Taranto

Il Festival Valle d’Itria fuori dai finanziamenti. “E’ un’ingiustizia”


MARTINA F. – Niente finanziamenti per il Festival della Valle d’Itria e scoppia la polemica. Il 22 novembre scorso la Camera in commissione cultura ha approvato la legge per il finanziamento ai festival musicali e operistici italiani di prestigio internazionale. Ma per il territorio martinese non c’è nulla. Tra i cartelloni premiati risultano il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Ravenna Manifestazioni ed il Festival Pucciniano di Torre del Lago. “Questa decisione politica, che esclude volontariamente una realtà come il Festival della Valle d’Itria da una legge appositamente pensata per il sostegno dei festival italiani più importanti, non solo è contestabile, ma da contrastare e denunciare in ogni occasione pubblica” attacca così Alberto Troila, direttore artistico del famoso festivale martinese che parla di un “fatto di notevole gravità” e di “un’evidente ingiustizia” operata nei confronti di anni di lavoro e di prestigio.

“Unico per tradizione, vocazione e qualità espresse nel corso di quasi quattro decenni di storia – osserva il direttore artistico che vorrebbe far giungere la propria vibrante protesta ai più alti livelli istituzionali. E come non condividere il suo pensiero. “L’unico festival – dice – prettamente operistico del Sud Italia con trentanove anni di storia e una comprovata e consolidata rilevanza internazionale, voluto tra gli altri da Paolo Grassi e legato indissolubilmente al nome di Rodolfo Celletti, è stato purtroppo dimenticato anche dai rappresentanti politici espressi dalla Regione Puglia e dal Mezzogiorno italiano. Addolora riscontrare come, ancora una volta, il Sud sia stato penalizzato, e quanto cara paghi la carenza in Parlamento di una rappresentanza politica attenta alle ragioni del territorio, consapevole e autorevole, spesso in difficoltà ad emanciparsi dal vischio paralizzante e sterile degli stereotipi, delle lamentele generiche, delle rivendicazioni puramente ideologiche e interessate, incapace di vedere e di riconoscere la realtà delle eccellenze che il Sud, di cui dovrebbe difendere e promuovere risorse e valori, sa esprimere. Come in un’infinità di altre occasioni, si è lasciata cadere un’occasione di portata storica per difendere e valorizzare nei fatti una propria realtà sana e fattiva. Il Festival della Valle d’Itria, con i suoi conti in ordine grazie al senso di responsabilità, al rigore e ai continui sacrifici dei vertici e degli artisti ospiti, rappresenta un fatto incontestabile, una realtà riconosciuta nel mondo. Se c’è un Festival che ha urgente bisogno di una legge che ne riconosca il valore e l’importanza strategica, economica oltre che culturale, in un territorio in gravissima, angosciosa difficoltà, quello è il Valle d’Itria”.

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