28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 17:57:00


TARANTO – Il Tribunale di Taranto e la Fondazione del comitato Antiusura in soccorso al comparto agricolo. Gli agricoltori del tarantino e della Basilicata si ribellano alla legge per la vendita all’asta delle aziende. Stamattina il portavoce del Tavolo Verde, Paolo Rubino, i presidenti Fima (Federazione Italiana movimenti agricoli) Saverio De Bonis e della Confagricoltura Taranto, Gerardo Giovinazzi hanno presentato l’iniziativa in programma per lunedì 10 dicembre, quando nel salone della Banca di Credito Cooperativo di Ginosa Marina, si registreranno gli interventi dei presidenti del Tribunale di Taranto e di Matera, rispettivamente Antonio Morelli e G. Attimonelli Petraglione, nonchè di don Basilio Gavezzeni della Fondazione del comitato Antiusura.

A loro le associazioni agricole (Tavolo Verde, Copagri, Fima, Uci, Acli Terra) chiederanno come agire per poter chiedere la modifica della legge 231 del 2007 sulla vendita all’asta delle aziende agricole. “Ci sono delle istituzioni sensibili, come la magistratura e l’università che ci ospita oggi – ha detto Rubino in conferenza stampa – che ci danno una mano. A loro chiediamo un emendamento alla legge contro il riciclaggio. Ovvero chiediamo la verifica della provenienza del denaro di chi intende acquistare all’asta le aziende, perchè il rischio è che le terre dei nostri coltivatori finiscano nelle mani di gente poco affidabile”. Ai giudici gli agricolori, inoltre, chiedono che si verifichi, prima di mettere all’asta le aziende, la legittimità del debito richiesto dalle banche “perchè – spiega ancora Rubino – ci potrebbero essere situazioni di usura e di anatocismo”. A Taranto la crisi ha già prodotto la vendita all’asta di 500 aziende. Ma non tutto è perduto. Nel decreto Salva Italia è stata inserita la clausola che permette alle aziende di ristrutturare i debiti. “I nostri agricoltori non devono perdere la fiducia perchè la battaglia si può ancora vincere” è il messaggio lanciato stamattina.

Maria De Bartolomeo

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