21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Provincia

Province, scoppia il caos


TARANTO – Tutti in attesa del verdetto di domani al Senato quando il Pdl ha annunciato di voler porre la pregiudiziale di incostituzionalità sul decreto legge per le nuove province.
Il lavoro che ha visto per mesi impegnati i Comuni, le Province e la Regione Puglia, nonchè il Consiglio dei Ministri per il varo del disegno di legge che riduce a 51 le province italiane, rischia di finire alle ortiche, perchè senza la conversione da parte del Senato non se ne fa nulla. Salta tutto.
Per qualcuno potrebbe essere una buona notizia, ma per il Governo è a rischio la stabilità economica sia delle casse nazionali che di quelle dei Comuni e delle Regioni.
A lanciare l’allarme è il dipartimento della Riforme del Ministero della Funzione Pubblica che ha inviato ai senatori una nota su quelli che potrebbero essere gli effetti di una bocciatura del disegno di legge varato il 31 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri. Un progetto che vede Taranto accorpata a Brindisi che, però, all’indomani del sì ministeriale ha cambiato rotta, ovvero ha puntato sul Salento.
Taranto, quindi, rimarrebbe senza Avetrana, che ha già scelto Lecce, ma con Ostuni, Cisternino e Villa Castelli che non hanno voluto seguire le orme del sindaco di Brindisi Consales.
Ma tutto è ancora al bivio.
Senza legge sarebbe da rifare anche il decreto Salva-Italia e quindi líassegnazione delle funzioni alle province. Compito che spetterebbe alle Regioni con inevitabile aggravio di costi per il personale.
Ma la questione forse più grave riguarda la gestione di servizi fondamentali per le comunità, perchè secondo il dipartimento della Riforme del Ministero della Funzione Pubblica si aprirebbe un periodo di incertezza per quanto concerne la manutenzione delle strade, delle scuole superiori, la gestione dei rifiuti, la tutela ambientale e tanto altro.
Il ministro Patroni Griffi avverte già il Pdl che si assumerà tutte le responsabilità di una crisi nella crisi che potrebbe scaturire dal blocco del decreto che, lo ricordiamo, va trasformato in legge entro fine anno.
E considerano la lunga pausa natalizia, anche prima. Insomma l’incertezza regna sovrana e nei Comuni e nei palazzi dei governi provinciali si attende con ansia domani.

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