02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Dicembre 2021 alle 20:15:00

Provincia di Taranto

I produttori: Ecco perchè “no” alle torri


Vino

 

MANDURIA – Non è un no all’eolico, ma un diniego all’installazione di 63 torri nelle terre vocate alla produzione del pregiato Primitivo. 

 

I produttori spiegano in una nota le ragioni per le quali il vino nostrano – che proprio recentemente è stato riconosciuto migliore in Italia – può subire danni dall’installazione di torri eoliche nelle immediate vicinanze dei vigneti.

 

“Il parco eolico può, catturando l’energia del vento, modificare il microclima con conseguenze non prevedibili sull’andamento biologico dei vigneti con variazioni non solo organolettiche ma anche di produttività. Fonte di vibrazioni, rumore e possibilità di incidenti, il tutto acclarato da una vasta letteratura, molti organismi legiferanti europei (ed oltre) sono propensi a porre una distanza di sicurezza di due chilometri per le abitazioni ed i luoghi di lavoro, per cui sarebbe pernicioso lavorare i terreni al disotto di detta distanza. Verrà snaturato l’approccio storico, colturale e culturale, e l’impatto emozionale paesaggistico nell’intera zona, penalizzando fortemente il turismo. Verrà a scemare l’interesse per questa zona con gravi danni economici non solo per il deprezzarsi dei terreni ma anche per il valore occupazionale”.

Ad esprimere preoccupazione è il Consorzio Produttori Vini che conta 400 soci e 800 ettari di vigna. “Tutta l’immagine del Primitivo di Manduria DOC ne verrà a soffrire per questa porzione di territorio enoicamente violentato proprio ora che dopo tanti sforzi il nostro nettare si è affermato come vino nobile in tutto il mondo e può fregiarsi della prima DOCG di Puglia” insistono auspicando un intervento della Regione che il prossimo 17 gennaio aprirà la conferenza di servizi per il rilascio della Via ai tre parchi eolici nel territorio messapico.

 

Al coro di no espresso in Provincia ieri mattina si associa il Consorzio del Salice Salentino. “Chi fa impresa investendo sul territorio – dichiara il presidente Angelo Maci – non può vedere vanificato l’impegno ed i sacrifici a causa di una scelta che non tenga conto degli effetti cumulativi di un impanto della portata di circa 200 megawatt. L’impatto paesaggistico, come quello storico, archeologico e architettonico, devono essere rispettati come deve essere rispettati come deve essere rispettata la tradizione di una terra che nel Primitivo ha la sua massima espressione culturale, turistica ed economica”.

 

Giovedì intanto si riunirà la Commissione Ambiente della Provincia alla quale parteciperà anche il consigliere regionale di Sel, Alfredo Cervellera che già promette battaglia: “All’art. 3 della Legge 25 del 24 settembre scorso abbiamo sancito con forza il divieto di ulteriore consumo di terreni agricoli, per cui la commissione Ambiente di cui sono componente che licenziò tale norma non potrà che ribadire questa linea. Non si può rilanciare il turismo a Taranto senza la salvaguardia dell’ambiente e delle colture agricole pregiate”.

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