27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 21:58:00


MASSAFRA – La scia delle polemiche sul Piano Urbanistico Generale si allunga. Oltre al sospetto che la relazione tecnica del Documento Preliminare Programmatico possa essere stata “copiata”, nel piano ci sarebbero delle incongruenze e soprattutto delle contraddizioni che vengono contestate dai residenti della borgata “Parco di Guerra – Canonico e Campagna”. Una zona posta a nord del centro urbano e che negli anni si è fortemente estesa. Una zona per la quale già nel 2010 la giunta comunale approvò un Atto di indirizzo, propedeutico al futuro Pug, in cui si programmava “la ricucitura della frattura esistente tra la propaggini finali del nucleo urbano e il quartiere abusivo Parco di Guerra con interventi che ne consentono il recupero e che possa soddisfare la naturale vocazione alla tipologia edilizia monofamiliare che è alla base della formazione di questi quartieri abusivi”.

In altre parole l’amministrazione, che è la stessa in carica oggi, promuoveva la riqualificazione del quartiere. Ebbene, a distanza di un paio di anni, le cose pare siano cambiate. “L’ufficio di Piano – scrivono i residenti in una lettera di contestazione all’amministrazione comunale – ha elaborato la bozza del Documento Programmatico Preliminare (DPP) dal quale si denotano per la nostra zona carenze di studi, indagini e valutazioni nell’analisi dei sistemi delle conoscenze e di quadri interpretativi. Così descritti in larga massima, non forniscono la compensazione dello stato delle risorse, delle criticità, della dotazione delle infrastrutture e delle modificazioni cui queste sono sottoposte, come prevede il Drag, per poter fissare, conseguentemente e in modo condiviso, le scelte di pianificazione nel rispetto dell’obiettivo programmatico indicato nell’Atto di indirizzo ed in linea con i bisogni dei cittadini e residenti della zona”. Nel quadro conoscitivo la borgata viene definita di “poco peso”, mentre nei quadri interpretativi la zona viene indicata tra i paesaggi e contesti rurali “senza aver effettuato – contestano i residenti – un’approfondita analisi della situazione per giustificare tale scelta”. In pratica il quartiere perde la connotazione di contesto urbano e quindi di centro da riqualificare secondo quanto, invece era stato indicato nel Drag. I residenti non ci stanno. Non vogliono rinunciare alla speranza di riuscire un giorno a vedere il quartiere riqualificato. Per questo chiedono all’amministrazione di essere coinvolti nel processo di stesura del Pug e di essere invitati anche alle prossime conferenze di copianificazione. “Attendiamo da anni uno strumento urbanistico – sottoscrivono in sessanta – di riqualificazione socio-economico ed ambientale”.

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