Provincia

Grottaglie, lo strano destino del liceo Moscati


 

GROTTAGLIE – Per il liceo Moscati un triste e strano destino. L’avvio delle attività è, ogni nuovo anno scolastico, sempre più difficile, incerto e complicato, per la mancanza di strutture che permettano un’adeguata organizzazione.

 

Era il 2007 quando, dopo l’ennesimo sollecito, i ragazzi sono scesi per strada manifestando la necessità di una sede unica. Ora sono i docenti ed il personale Ata a reclamare attenzione verso un problema che cresce ogni anno, perchè il numero degli iscritti aumenta e così anche la frammentazione delle sedi. Dalla manifestazione dei ragazzi sono trascorsi oltre cinque anni e la situazione è rimasta immutata. In questi anni diversi e ripetuti sono stati gli incontri ed altrettanto diverse e ripetute sono state le soluzioni, comunque tampone che si sono trovate.
Sullo sfondo resta l’immagine di una sede unica in via Capri. Un sogno che sembra trasformarsi in un miraggio.

 

L’anno scolastico in corso, in particolare, ha fatto emergere con maggiore urgenza e gravità alcune situazioni. L’incremento degli iscritti ha posto il solito problema della carenza di aule.

“A novembre – scrivono in una nota i docenti ed il personale Ata – è emerso che la richiesta di deroga al numero massimo di alunni per classe già avanzata dal dirigente scolastico Guglielmo Maticheccha non è stata accolta dall’Ufficio Scolastico Regionale, mentre l’Amministrazione comunale, alla presenza dell’assessore provinciale Massaro, garantiva la disponibilità dell’intero piano terra della sede centrale di via Ennio, anche per scongiurare il ricorso a sedi succursali al di fuori del territorio comunale di Grottaglie. Nella successiva conferenza di servizio del 20 dicembre, invece, l’Amministrazione comunale abbandonava la precedente mozione e proponeva 5 aule in un altro immobile, perseverando nella logica della frammentazione. Siamo alle solite. L’Ufficio Scolastico, nella formazione delle classi, non tiene conto della realtà logistica delle singole scuole; l’Amministrazione provinciale, abbandonato il velleitario progetto di costruire un nuovo edificio, affronta l’emergenza anno per anno, prendendo in fitto altri locali; l’Amministrazione Comunale propone l’aggiunta di un nuovo, ulteriore piccolo plesso, mentre assegna i locali al piano terra di via Ennio alla nuova scuola secondaria di primo grado, la quale avrebbe potuto trovare altra sistemazione, senza per altro ledere il diritto di alcuno. Noi docenti del Moscati intendiamo semplicemente rivendicare, per il liceo Moscati, quella dignità a cui ha diritto e la possibilità di fare ed essere scuola in un clima di serenità, rispetto e collaborazione”.

 

Rivendicazioni che domani mattina sottoporranno alla città con la sottoscrizione di una petizione in piazza Principe di Piemonte.
Sette le sedi in cui al momente il liceo è diviso con disagi per tutti, docenti, direzione e studenti.

 

“Non chiediamo l’impossibile – insistono gli insegnanti – chiediamo soltanto che qualcuno ci spieghi, in modo chiaro e leale perché in altri paesi, in tempi brevi, si è riusciti a risolvere il problema della costruzione di una sede adeguata. Quale destino ineluttabile ha stabilito che il liceo Moscati non possa avere per intero l’edificio di via Ennio?”.

 

La risposta arriva dal sindaco Ciro Alabrese che dice: “Avevamo dichiarato la disponibilità dell’ala di via Ennio, attualmente destinata alla sede della nuova scuola media De Amicis, a condizione che la Provincia si attivasse per raelizzare in tempi brevi la ristrutturazione dell’ex Archimede. Ma la Provincia si è limitata a chiedere un parere per l’acquisizione di nuove aule in via Amendola”.

 

Contro la Provincia punta l’indice anche il segretario del Pd, Aurelio Marangella che chiede di “dare un’ultima e definitiva risposta in merito al progetto originario di una sede in via Capri”.

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