Provincia

Chiusura punto nascite, protestano sette sindaci

Castellaneta, «decisione che umilia il territorio»


L'ospedale di Castellaneta

CASTELLANETA – «Una incomprensibile decisione che umilia l’intero territorio». Questa la ragione che ha spinto sette sindaci del versante occidentale della provincia tarantina, a protestare contro la chiusura del punto nascita dell’ospedale per il periodo 1 luglio – 30 settembre.
Domani mattina, alle ore 10, all’intenro dell’ospedale San Pio di Castellaneta, si terrà la conferenza stampa alla quale parteciperanno Giovanni Gugliotti, sindaco di Castellaneta; Vito Parisi, sindaco di Ginosa; Gianfranco Lopane, sindaco di Laterza; Fabrizio Quarto, sindaco di Massafra; Giampiero Barulli, sindaco di Mottola; Maria Rosaria Borracci, sindaco di Palagianello; Domiziano Lasigna, sindaco di Palagiano.
E sulle «insistenti voci che circolano ormai da giorni in merito al rischio di chiusura del punto nascita dell’ospedale San Pio di Castellaneta», peraltro riportate nell’edizione di Taranto Buonasera di giovedì 27 giugno, si registra l’intervento del direttore provinciale dell’Inac Due Mari, Vito Rubino.
«In quanto presidio ospedaliero Occidentale, il bacino d’utenza è compreso in una vasta area della provincia di Taranto. Ancora una volta la scure dei tagli si abbatterebbe su servizi indispensabili per la popolazione di tutta una zona che sarebbe ulteriormente penalizzata da questo provvedimento, finora soltanto ventilato, ma nell’aria da troppo tempo».
Inac Due Mari esprime preoccupazione per «la paventata sospensione delle attività nel reparto di Pediatria per tre mesi, a partire dal primo luglio, che potrebbe rappresentare l’anticamera della soppressione».
Il Patronato dell’Area Brindisi-Taranto promosso dalla Cia-Agricoltori Italiani che tutela i diritti previdenziali, sociali e sanitari teme che «la notizia, fin qui ufficiosa, possa rivelarsi fondata alla luce della carenza di organico. Chiediamo all’Asl di Taranto di fare chiarezza e rassicurare i cittadini. Il territorio non può pagare lo scotto di sciagurate politiche che hanno determinato un’insufficienza di specialisti – afferma il direttore provinciale Cia Due Mari Vito Rubino – Già cinque anni fa circolarono indiscrezioni, poi fortunatamente disattese nei fatti, e anche allora a traballare fu proprio il Punto Nascita. E ancora, quasi due anni fa la mancanza di anestesisti fu all’origine di uno stop degli interventi, fino a mandare in tilt tutto il reparto di chirurgia. La verità è che l’Ospedale di Castellaneta non ha mai avuto personale medico a sufficienza per funzionare come dovrebbe. E in ballo c’è sempre la salute dei cittadini. Siamo stanchi dei proclami per poi assistere al graduale impoverimento di quello che, lo ricordiamo, su carta, è un ospedale di primo livello. È il momento che anche la Regione Puglia che ha sempre espresso la volontà di potenziare l’ospedale di Castellaneta, considerato dallo stesso Governatore un riferimento per il territorio e un’eccellenza in molti campi, faccia concretamente la sua parte affinché sia garantita l’efficienza e, una volta per tutte, la struttura venga davvero rafforzata».

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