23 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 22:39:00

Provincia di Taranto

Brigante: «L’Alenia assume stranieri anziché tarantini»


GROTTAGLIE – «L’Alenia preferisce gli stranieri ai tarantini!». Lo sostiene Gianni Brigante. Il consigliere provinciale dell’Idv interviene sul problema occupazionale che preoccupa molti giovani, ma anche tante famiglie, disillusi dalla possibilità di inserirsi in un piano lavorativo che sembrava potesse realizzarsi con l’apertura, nella zona di Grottaglie, dello stabilimento Alenia.

 

«In qualità di consigliere provinciale dell’Italia dei Valori, ritengo indispensabile sottolineare il problema – sostiene Brigante. Vorrei partire da un presupposto molto importante, dalla mission con cui l’Alenia si è proposta sul territorio jonico: l’intento iniziale era quello di creare nuovi posti occupazionali in concorrenza con altri colossi industriali presenti nella zona. Con questi obiettivi, l’azienda ha ricevuto ingenti finanziamenti pubblici. La realtà, però, con il tempo si è rivelata diversa in quanto da due anni a questa parte, il gruppo Finmeccanica ricorre a lavoratori in somministrazione provenienti da altre nazionalità, pur avendo 1483 lavoratori Alenia in cassa integrazione».

 

Tutto questo, secondo Brigante, porta ad una manodopera che, a causa del sottodimensionamento dell’organico, svolge senza alcun affiancamento, importanti lavorazioni sul prodotto finito con gravissimi danni dal punto di vista qualitativo e, quindi, di affidabilità di Alenia nei confronti del cliente Boeing.

«Questo – aggiunge il consigliere – metterebbe, inoltre, a rischio il futuro dello stabilimento e delle future lavorazioni. Pare, anche, che l’azienda paghi questi lavoratori “fuori sede” come manodopera altamente specializzata».

 

Come è noto, quella di Taranto è una provincia con un altissimo tasso di disoccupazione e, allo stesso tempo, con un alto livello professionale; per quanto riguarda l’Alenia, le amministrazioni locali avevano riposto molta fiducia al suo arrivo sul nostro territorio, nella speranza di un miglioramento della situazione che va sempre più, invece, degradandosi.

 

«Evidentemente – spiega Brigante – erano le solite promesse senza un nulla di fatto, in quanto oggi, più del 50% del personale aziendale è straniero! Non possiamo consentire che un problema cosi delicato venga ignorato per omertà o per immobilismo istituzionale. Faccio appello a tutte le cariche amministrative ed in particolare al presidente della Provincia, Gianni Florido perché non trascurino questa situazione: l’Alenia, infatti, è una grossa realtà aziendale sul territorio, che porta anche un’ondata di internazionalità con la Boeing, molto importante anche per lo sviluppo culturale, ma ciò non significa che ci si debba piegare a delle meccaniche corrotte di natura mondiale (non si dimentichi che tra i vertici di Finmeccanica è stato arrestato Giuseppe Orsi per tangenti pagate per una commessa di elicotteri in India)».

 

Ogni speranza occupazionale investe sulla creatività e sulle iniziative delle amministrazioni locali in quanto dovrebbero essere capaci di stabilire certezze lavorative, impegnando al meglio le varie professionalità presenti. Assistiamo, invece, ad atteggiamenti di disinteresse in cui la responsabilità per la mancanza occupazionale di tanti giovani ha appesantito, fortemente, la loro posizione, permettendo, di conseguenza, la possibilità allo stabilimento Alenia di guardare a nuove e diverse forze lavorative da assumere fuori dal nostro territorio. «Chiedo – chiosa Brigante – ai nostri amministratori di intervenire per mantenere gli impegni assunti e liberare Taranto dalla morsa della disoccupazione».

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