Provincia

Massafra, Tarsu alle stelle. Imprese al collasso


MASSAFRA – Pronti alla rivolta, quella di piazza.

Se fino ad oggi gli imprenditori massafresi si sono limitati a lamentare costi e tasse troppo alte, dalla prossima settimana dalle parole si passerà ai fatti.

Domani si riunirà il direttivo dell’associazione degli Operatori Economici dell’Arco Jonico per pianificare azioni di lotta contro il Comune che a fine 2012 aveva eseguito accertamenti catastali relativi al pagamento della Tarsu sui piazzali delle industrie, con validità retroattiva dal 2007.
Già allora il malcontento serpeggiava tra chi, a fatica, cerca di far quadrare i bilanci già pressati da una crisi senza precedenti.

“Il sindaco ha ritrattato la sua posizione” commenta oggi il presidente dell’associazione Lino Albanese che, con la collaborazione di un gruppo di commercialisti locali era riuscito, inizialmente, a strappare l’impegno dell’amministrazione comunale a tagliare della metà i costi per la Tarsu non pagata.

Nulla di fatto, perchè a quanto pare il sindaco Martino Tamburrano non ha autorizzato i tagli.

“Noi non siamo per niente d’accordo – chiosa Albanese – e soprattutto non condividiamo la retroattività di cinque anni e la sanzione del 100%”.
La richiesta che inizialmente prevedeva il pagamento complessivo per gli anni dal 2007 ad oggi è variata solo nel senso che il Comune chiede alle imprese di pagare i due anni a rischio di prescrizione, ovvero il 2007 ed il 2008 in un’unica soluzione. Per i successivi le istanze di pagamento saranno annuali.

“Ci stiamo organizzando per intraprendere nuove forme di protesta” annuncia Albanese che con l’associazione si fa portavoce anche delle difficoltà del comparto agricolo e di quello del commercio.

“Il sistema sta soffocando tutti – insiste – perchè anche le imprese agricole stanno chiudendo ed a Massafra praticamente ogni settimana un negozio abbassa le serrande. Tra le cause anche una tassazione troppo elevata che impedisce a chi ancora ha voglia di fare impresa di andare avanti. I Comuni sono diventate delle zavorre della società perchè non fanno altro che tassare. A Massafra il bilancio negli ultimi otto anni è cresciuto di 15 milioni di euro, ma non abbiamo visto niente. E’ aumentata solo la tassazione. Si continuano ad organizzare manifestazione onerose ed inutili, mentre l’amministrazione Tamburrano non ha creato un solo insediamento produttivo. Si vedono solo aziende che chiudono, perchè qui nessuno ci tutela. La Francia, ad esempio, sta togliendo l’Iva ai prodotti da esportare. Qui nulla. Solo tasse che continuano a lievitare in maniera esponenziale senza capire che il danno si ripercuote sull’intero sistema economico perchè se le industrie chiudono (oggi le più piccole e domani anche le grosse), a catena chiudono anche i commercianti, gli artigiani e tutti gli altri”.

Nelle aziende c’è indubbiamente scoramento. C’è paura del domani. Il malumore serpeggia nel tessuto produttivo, non solo massafrese. Ma è qui che esiste anche la voglia di ribellarsi. Di comiinciare a far sentire quel grido d’allarme che finora è rimasto soffocato dalla speranza di poter risalire la china.

“Se non ci sarà un’inversione di tendenza – sottolinea Albanese – se i Comuni non cominceranno a ridurre gli sprechi, la situazione da drammatica diventerà catastrofica perchè le imprese continueranno a chiudere. Non possiamo essere la valvola di ossigeno per rimpinguare le casse comunali. E’ chiaro che le tasse vanno pagate. Ogni imprenditore è cosciente di questo. Ma vogliamo pagare il giusto e soprattutto vogliamo poter continuare a fare impresa”.

A dicembre avevano pensato di organizzare una protesta silenziosa, consegnando simbolicamente le chiavi delle aziende al sindaco.

Oggi, invece, si pensa a qualcosa di più eclatante. L’idea che verrà lanciata domani durante il direttivo dell’associazione è quella di portare in aula consiliare il malcontento degli operatori economici. Magari in occasione dell’approvazione della nuova Tares, la tassa che sostituirà la vecchia Tarsu/Tia.

“In prospettiva – conclude Albanese – con l’applicazione della nuova tassa ci aspettiamo nuovi aumenti. Un’ulteriore mazzata per le imprese che, a quel punto, rimarranno soffocate dalla pressione fiscale ormai alle stelle”.

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