Provincia

Conflitto tra ministeri. E’ giallo sulle trivelle nel Golfo di Taranto


Scoppia il giallo sul progetto per le trivellazioni nel Golfo di Taranto.

Ieri il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini sul web smentiva il candidato dei Verdi per la lista del giudice dichiarando che non è mai stato concesso alcun via libera alle trivellazioni nel mare del Golfo di Taranto e soprattutto che non esisterebbe nemmeno il progetto.

Questa la nota: “Il ministero non ha dato alcun via libera all’Eni per fare perforazioni nel Golfo di Taranto. Non è vera la notizia circolata su alcuni organi di stampa secondo cui il ministero avrebbe concesso un’esclusione alla Valutazione di impatto ambientale (Via) a un progetto della compagnia petrolifera nello Ionio, consentendo così le trivellazioni: il ministero non ha espresso, né poteva esprimere, una valutazione su un progetto che non è mai stato presentato. Nel dettaglio, nel gennaio 2010 il ministero dello Sviluppo economico aveva scritto all’Eni, e per conoscenza al ministero dell’Ambiente, una nota in cui si invitava la compagnia a presentare una richiesta di Via su un suo progetto nel golfo di Taranto. Dopo quasi tre anni di silenzio, non avendo ricevuto alcun progetto dell’Eni da valutare, nel dicembre scorso il ministero dell’Ambiente ha scritto al ministero dello Sviluppo economico e all’Eni spiegando che il progetto sarà valutato quando sarà presentato”.

Ma sul sito del Ministero per lo Sviluppo Economico l’istanza di permesso per la ricerca in mare (n. d67 F.R.-A.G.) è registatata alla data di presentazione del 30 giugno 2009. E nell’elenco dei principal.i eventi dell’iter amministrativo alla data dello scorso 12 dicembre riporta “Risposta Via da Ministero Ambente, esclusione da Via per la prima fase”.

Quale ministero ha ragione? Uno stato di confusione che alimenta le proteste e le istanze di chiarimento.

Autorizzazione o no, progetto presentato o no i sindaci dei Comuni limitrofi compresi tra Leporano e Maruggio, ovvero nell’area di interesse delle trivellazioni, sono già sul piede di guerra. Il 17 gennaio scorso, in una riunione della giunta dell’Unione “Terra del mare e del sole” si espressero sfavorevolmente all’ipotesi di attività estrattive e di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi (petrolio) nel mare Jonio.

Una scelta che i sindaci di Leporano, Maruggio, Pulsano, Torricella, Lizzano ed Avetrana considerano “scellerata” e soprattutto “una minaccia per il turismo”.

“Auspichiamo un coinvolgimento nelle procedure” commenta il sindaco di Pulsano, Giuseppe Ecclesia “perché noi puntiamo sul turismo ed il mare è la nostra risorsa principale. Non sappiamo tecnicamente in cosa consistono questi saggi e se inquinano. La costa, purtroppo ce la siamo già giocata con decenni di abusivismo, ora ci scippano anche il mare. Non ci resta davvero più nulla”. Per mercoledì prossimo è già in programma una nuova riunione della giunta dell’Unione in cui si intende discutere dell’argomento per non farsi trovare impreparati qualora il nuovo Governo dovesse decidere su un progetto simile.

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