13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Provincia

Danni per il tornado, così i fondi


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STATTE – A tre mesi dal tornado del 28 novembre 2012 c’è chi si chiede: ma quando potrò ricostruire la mia casa? 

Un gruppo di cittadini ha attivato una raccolta firme per sollecitare all’amministrazione comunale l’organizzazione di un’assemblea pubblica utile a far capire quanto è stato raccolto, a vario titolo, per i danni causati dall’evento calamitoso.

Sulla scrivania del sindaco Angelo Miccoli sono arrivate ben 35 pagine contenenti le firme di 402 cittadini che chiedono la rendicontazione dei fondi. Soldi che l’amministrazione sta gestendo per cercare di riportare il paese alla normalità.

Abbiamo ascoltato il sindaco per capire quanti e quali fondi sono già arrivati e come sono stati spesi.

Sindaco, nelle casse comunali di quanto si dispone per ricostruire Statte?
“Abbiamo ottenuto dalla Regione circa 400mila euro che abbiamo utilizzato per la messa in sicurezza del paese, ovvero per ripulire le strade e le scuole, sistemare gli impianti di pubblica illuminazione e per bonificare dall’amianto le zone dell’area residenziale. Insomma per tamponare l’emergenza dei giorni immediatamente successivi al passaggio del tornado”.

In arrivo, invece, ci sono altri fondi?
“Sempre la Regione ci ha garantito la disponibilità di circa 2 milioni di euro per i progetti di ristrutturazione delle strutture pubbliche danneggiate dal tornado, mi riferisco alle scuole, alle strade, alla chiesa. Negli uffici comunali i tecnici stanno predisponendo i progetti da portare a gara e solo in stato di avanzamento lavori la Regione ci stornerà le somme promesse”.

E per i privati?
“Lo stanziamento di fondi utili al risarcimento dei danni alle case ed alle strutture private è legato al riconoscimento dello stato di emergenza che deve essere decretato dal consiglio dei ministri. Solo dopo si potrà verificare quante risorse il governo intenderà mettere a disposizione”.

Ma i tecnici comunali con l’ausilio degli ingegneri non hanno completato la perizia sui danni?
“Sì, l’elenco è già pronto, ma bisogna aspettare il decreto. Ci sono buone possibilità perché il riconoscimento dello stato di emergenza è già passato al vaglio del consiglio giuridico della presidenza del consiglio”.

Il caos politico dettato dalle ultime elezioni può rallentare l’iter?
“Non credo perchè fino a quando non ci sarà il nuovo governo resta in piedi l’attuale e comunque ho intenzione di recarmi personalmente a Roma, presso il dipartimento di Protezione civile che per conto del governo sta seguendo la faccenda, per sollecitare tempi rapidi per l’approvazione del decreto”.

E dalla Provincia?
“Nel prossimo consiglio dovrebbero stanziare 100mila euro, ma anche queste risorse servono per le strutture pubbliche”.

E dai conti di solidarietà quanto è stato raccolto?
“Circa 21mila euro. Ora, la commissione consiliare dovrà predisporre il regolamento col quale stabiliremo come erogare, tra i privati, queste somme”.

Briciole, ovviamente, rispetto all’entità dei danni subiti.
“Sì, mi rendo conto che i fondi sono pochi, ma l’amministrazione è trasparente”.

Intanto, da tre mesi ormai sei famiglie vivono lontano da casa. Negli alberghi e nei bed & breakfast. Tornano spesso sui luoghi della distruzione, ma ciò che fa più paura sono i tempi biblici che notoriamente trascorrono prima di poter essere risarciti.

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