14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 08:15:36

Provincia

Il Comune di Massafra va in tribunale


MASSAFRA – Oltre dodici milioni di euro da versare alla Cisa. Una somma che il Comune non vuole pagare e per questo prova la via legale. 

Ieri, nella riunione dei capigruppo, il sindaco Martino Tamburrano ha comunicato di aver già dato mandato ai legali Braga e De Giorgio per il ricorso in appello al lodo arbitrale Cisa.

La storia riguarda il contenzioso nato con la società che gestisce la discarica di bacino. Fatture non pagate per lo smaltimento dei rifiuti dal 2002 al 2007.

Somme arretrate pre e post chiusura dell’impianto per le quali il collegio arbitrale già a fine ottobre scorso aveva condannato il Comune a pagare le somme dovute alla società. Il rischio è di mettere in seria difficoltà le casse comunali. L’alternativa potrebbe essere quella di aumentare la pressione fiscale e quindi le tasse e per questo in città è già rumorìo e malumore verso questo nuovo capitolo dei contenziosi.

Nella riunione di ieri persino il consigliere delegato al contenzioso, Antonio De Giorgio è risultato critico nei confronti dell’amministrazione e degli uffici a cui è stato chiesto di preparare una relazione sull’intera vicenda.

Anche il sindaco si è impegnato in tal senso.  Insomma, si cerca di fare luce su una situazione che potrebbe creare anche il deficit del Comune.
Intanto il sindaco prova le vie legali e non solo. I due avvocati del Comune stanno per presentare appello al Tribunale di Roma dove si è insediato il collegio arbitrale che ha poi emesso il lodo.

Ma, tra la Cisa ed il Comune ci sarebbero trattative in corso. Si pensa cioè ad una transazione che possa alleggerire la spesa per le casse comunali anche alla luce dei credito che il Comune vanta nei confronti della discarica di bacino. De Giorgio parla di 875mila euro per il mancato pagamento del ristoro ambientale.

Intanto restano le polemiche. La comunicazione ai capigruppo è arrivata come una doccia fredda perchè solo con la convocazione di ieri hanno saputo dell’esistenza del lodo. Durante la riunione è stato fatto notare che già a luglio il collegio si espresse e che ad ottobre c’è stata la firma del lodo, ma solo oggi i fatti vengono a galla. Post elezioni.

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