16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Maggio 2021 alle 15:41:06

Provincia

Tornado, i fondi sono già finiti. La protesta


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STATTE – Alla fine è una questione di soldi perchè c’è chi ancora non può rientrare in casa. 

Ieri si è celebrato il consiglio comunale monotematico sulla questione tornado che ha devastato Statte il 28 novembre scorso.

Alla ribalta il comitato cittadino che giovedì sera ha partecipato all’assemblea pubblica promossa dal sindaco Angelo Miccoli.

“Finalmente il sindaco, che avrebbe dovuto “de motu proprio” sentire la necessità di informare i cittadini facendo il punto sullo stato di fatto relativo al tornado di novembre, ad oltre tre mesi dallo straordinario evento, ha convocato un’assemblea pubblica ed un consiglio comunale” commentano con vena polemica dal comitato cittadino rappresentato dal portavoce Tommaso Boccardi.

Una vena polemica dettata probabilmente dalla paura di non poter riscuotere il risarcimento per gli ingenti danni subiti durante l’evento calamitoso.

Sì, perchè i fondi già finiti nelle casse del Comune sono stati in parte spesi (400 mila euro) per la prima emergenza e saranno destinati (2,5 milioni di euro) per sistemare le strutture pubbliche.

Resta, invece, da capire come ricostruire il resto, ovvero ciò che appartiene ai privati. Nel consiglio comunale di ieri sera si è deciso di prorogare la permanenza delle 5 famiglie ancora alloggiate in albergo, a cui va una sovvenzione mensile. Ed il sindaco Angelo Miccoli ha ribadito che il Governo in questo momento sta rallentando il riconoscimento dello stato di emergenza a causa del fondo vacante, ma ha riconfermato la volontà della giunta regionale di destinare parte dei proventi (900 mila euro) per le alluvioni del 2012 al territorio di Statte.
Un territorio, appunto, che porta ancora i segni del tornado. Sulle strade e nella periferia restano accumulati i detriti.

“Avremmo voluto che tutte le notizie date fossero suffragate da dati circostanziati – osserva Boccardi – Relativamente, ad esempio alle raccolte benefiche frutto di varie iniziative di solidarietà, pare che quanto raccolto (21 mila euro) sia stato già speso per un disguido “ragionieristico in quanto confluito nel Bilancio generale del Comune di Statte”. Ed è qui che nasce il contrasto tra cittadini ed amministrazione. I cittadini vedono sempre più lontana la possibilità di essere risarciti e pensano persino di suggerire al Comune le mosse da compiere. “Perchè non far pagare alle numerose industrie che ci circondano, dall’Ilva alla Cemerad una royalties?” domanda Boccardi.

Vincenzo Conte dei Verdi Ecologisti prende la palla al balzo: “Da tempo diciamo che il sindaco Miccoli mentiva sul riconoscimento dello stato di calamità per il Comune di Statte. Ora chiede aiuto ai cittadini. Si sarebbe dovuto incatenare davanti alla sede della Regione Puglia già alcuni mesi fa. Ma vorrei anche ricordare che in questo Comune si sono succeduti assessori e dirigenti nazionali del Pd di cui è componente il sindaco durante la campagna elettorale per le ultime elezioni politiche, da Pelillo alla senatrice Finocchiaro, promettendo di tutto. Intanto le famiglie restano fuori dalle proprie abitazioni perchè non hanno le risorse sufficienti per dare inizio ai lavori di ristrutturazione. Il nostro sindaco, ritengo, non stia gestendo al meglio questa situazione. Quindi chiedo un atto di coraggio. Si dimetta!”.

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