Provincia

Guarda che buca, “Così viviamo a Statte”


STATTE – Una città dimenticata, anzi martoriata dai problemi. Statte che porta ancora i segni del tornado di fine novembre scorso versava in condizioni di degrado già prima. Andrea Lato, giovane lettore di TarantoBuonasera, affida ad una lettera tutto il suo sdegno per come vengono gestite le situazioni in città.

“scrivo al suo giornale – si legge – per rendere pubblico una situazione insostenibile che si trascina da troppi anni nel mio Comune: Statte. Ebbene in questa cittadina vige da troppi anni un’amministrazione ambigua ma soprattutto menefreghista nei confronti del cittadino, e i fatti anche di cronaca giudiziaria che si sono susseguiti negli ultimi tempi, danno ragione alle numerose incresciose situazioni di abbandono del territorio”.

“Centinaia sono le strade del nostro paese – prosegue – che non vengono asfaltate da quando Statte apparteneva ancora al Comune di Taranto, ed è consuetudine camminare su strade prive di segnaletica, ma soprattutto completamente inagibili e pericolose per la circolazione di veicoli e pedoni. Negli ultimi mesi sono numerosissime le lamentele che sono giunte presso gli uffici del Comune riguardo le enormi voragini e buche presenti nei quartieri zona 167 e zona residenziale Montetermiti che hanno provocato ingenti danni agli autoveicoli con conseguenze sulle tasche dei cittadini vittime di questa amministrazione che si trincea in silenzi spettrali. La famosa questione randagismo come l’inquinamento di numerosissimi siti presenti sul territorio con discariche di eternit e rifiuti altamente pericolosi (vedi deposito di rifiuti radioattivi) sono questioni che non sono mai state risolte, né tantomeno tamponate”.

Il tornado, poi, ha peggiorato la situazione. “Non si può continuare ad assistere ad uno scempio di fondi pubblici – continua la lettera – con costruzioni tipo quella della “famosa piazza di Statte recintata” che doveva essere consegnata alla cittadinanza nel lontano anno 2008 (che è costata tantissimi milioni di euro) e che tutt’oggi non viene usufruita per la pessima gestione della cosa pubblica”. A quella piazza, ci dice Andrea, sono finiti i fondi che invece dovevano essere destinati alla ricostruzione post-tornado.

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