11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 21:25:15

Provincia

No Tax Area, una conferenza territoriale


GROTTAGLIE – Le istituzioni locali si facciano promotori di azioni mirate per cercare di risolvere il grave disagio occupazionale. 

A chiedere l’intervento del sindaco Ciro Alabrese, dell’assessore delegato alle Attività Produttive, Antonio Santoro , nonché alle commissioni consiliari sono i rappresentanti del movimento politico culturale “Liberamente”.

Francesco Zurlo dei giovani e Giuseppe Ciniero del gruppo adulti sollecitano la costituzione di una “conferenza territoriale delle istituzioni al fine di disegnare un’idonea e immediata strategia d’azione che possa portare al riconoscimento di una Zona Economica Speciale (area a vantaggio fiscale, doganale, contributivo, salariale), così concretizzando l’asse infrastrutturale (sistemi intermodali) e strutturale (insediamenti produttivi) del Porto/Aeroporto; alla costituzione di una Cabina di Regia, per il marketing territoriale; alla composizione di un Tavolo permanente delle imprese per il coordinamento dei piani d’iniziativa.

Una sorta di No Tax Area lanciata recentemente dal leader di Noi Centro ed ex presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese per rilanciare lo sviluppo nelle città di Taranto e Brindisi, fino a 60mila nuovi posti di lavoro. Insomma, una zona franca che proprio il movimento Liberamente, insieme al gruppo locale di Api, già un anno fa sollecitava all’amministrazione comunale Alabrese.

Strategie nuove che, partendo dal particolare momento di difficoltà possano garantire un futuro all’economia locale.

“Al di là della confusione generata dalla partitica nazionale – scrivono Zurlo e Ciniero – e ignorando i balbettii della partitica locale, la più grave e diffusa emergenza del nostro Paese è, senza alcun dubbio, quella legata al mancato sviluppo economico e alla bassa, precaria offerta di lavoro. Da un lato, bisogna traguardare verso l’innovazione e la competitività; dall’altro, bisogna recuperare e aumentare l’occupazione, anche favorendo il ricambio generazionale. In questa situazione, nessuna realtà istituzionale può sentirsi comodamente incapace e, magari, aspettare che lo Stato centrale provveda e conceda. Non di meno, i Comuni, civiche istituzioni primarie, devono esprimere una loro peculiare pianificazione e trovare un nuovo protagonismo finalmente positivo e risolutivo”.

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