10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

Provincia

Spi e Arci: «Il piano sociale di zona langue»


GROTTAGLIE – Ci sono fondi bloccati che rendono difficile l’attuazione dei piano sociali di zona. Ecco che spunta l’idea: una banca del tempo per garantire servizi a costo zero. 

La proposta è del segretario della Lega Spi-Cgil, Roberto De Gregorio e del presidente dell’Arci di Grottaglie, Marzia Benicchi.

“La riunione del Tavolo Concertativo (Amministrazione, Terzo Settore e Sindacati del distretto ASL/TA-6) tenutosi a Febbraio nell’aula consiliare ha fatto il punto sulle attività e sulle risorse dei Piani Sociali di Zona per l’anno in corso. Malgrado i trascorsi e più recenti provvedimenti governativi, che stanno taglieggiando drasticamente le risorse destinate al Welfare, il Comune di Grottaglie e gli altri 11 Comuni dell’Ambito hanno ancora risorse per prorogare i servizi di assistenza già operanti e aprirne di nuovi come la Mediazione Familiare e il Centro per Minori. Ferma restando la critica a risorse finanziarie bloccate nel Bilancio Comunale per rispettare il Patto di Stabilità, che si protrae da alcuni anni e che di fatto impediscono di disporre risorse per almeno 2 milioni di euro e l’apertura di altri servizi Sociali, abbiamo richiesto (Terzo Settore e Sindacati) al Coordinamento Istituzionale di indire una riunione pubblica al fine di dare prospettiva programmatica ai Piani Sociali, senza dover inseguire le emergenze prescrittive della Regione, e redarre una “Carta dei Servizi” da distribuire alla cittadinanza per pubblicizzare le attività sociali disponibili nel proprio territorio”.

Suggeriscono quindi l’utilizzo del moderno sistema della Banca del Tempo, inserita fin dal 2006-2008 fra gli obiettivi di servizio disposti dalla Regione. “Le risorse ad essa destinate sono di 21.000 euro – spiegano – che tuttora sono nella disponibilità dell’Ambito. E’ l’unico caso che funziona senza scambio di denaro. I lavori svolti non hanno prezzo e non prevedono alcun compenso, ma si basano sull’interscambio di tempo: e cioè le ore che ciascuna persona mette a disposizione degli altri “soci”.

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