22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 06:45:31

Provincia

Porto e depuratore le sfide


Taranto Buonasera inaugura la sua Web Tv con i “faccia a faccia” tra i candidati sindaco nei comuni jonici chiamati al voto il 26 e 27 maggio prossimi. Il primo confronto, già in onda sul nostro sito (www.tarantobuonasera.it) ha riguardato il Comune di Pulsano. A condurre il “faccia a faccia” è stata la nostra collega Maria De Bartolomeo. Sul sito, dunque, troverete la registrazione integrale del “faccia a faccia”. Qui di seguito una sintesi del confronto, al quale hanno preso parte i tre candidati alla carica di sindaco del comune di Pulsano: Giuseppe Ecclesia (centro-destra), Claudio Spinosa (M5S) ed Emiliano D’Amato (centro-sinistra). Il primo round si è combattuto sul caldo tema del porto turistico.

Giuseppe Ecclesia, sindaco uscente e ricandidato per la lista Pdl, ha subito rimarcato la necessità di costruire una tale opera strategica, grande scommessa dell’attuale amministrazione, consapevole del fatto che trattasi di una levafinanziaria adeguata a poter rilanciare l’economia migliorando le strutture ricettive e turistiche del paese. Pulsano, meglio di altre realtà locali, testimonia la naturale fase di degrado ed abbandono da cui è stata travolta quando è venuto a mancare il camping di Lido Silvana. La nascita di un porto turistico non rappresenterebbe semplicemente un servizio specifico reso alla comunità bensì uno strumento che assolverebbe allo sviluppo dell’intera economia locale: il progetto in cantiere prevede la copertura di almeno 300 posti barche, soprattutto grandi imbarcazioni, comportanti, oltre ad ovvi benefici diretti (aumento del tasso occupazionale, incremento della redditività, incentivo ai consumi), anche un ritorno d’immagine non indifferente rendendo Pulsano più appetibile ed attraente agli occhi di potenziali investitori. Di parere diverso Claudio Spinosa, il quale, ha apertamente manifestato la sua contrarietà alla cementificazione selvaggia ed agli ecomostri sparsi per la provincia. Il progetto del porto, così com’è stato concepito, arrecherebbe danni irreversibili ed incalcolabili al paesaggio marino. In un periodo di recessione economica non si può pensare che la gente ormeggi le proprie imbarcazioni a Pulsano, paese non dotato di efficienti canali comunicativi e strutture ricettive confortevoli. Occorre ridisegnarlo a minor impatto ambientale. Sulla stessa lunghezza d’onda Emiliano D’Amato (Nuova Pulsano), che dopo aver ribadito come l’esperienza dell’Ilva abbia insegnato che le cattedrali nel deserto lasciano il tempo che trovano, ha descritto il paese come un territorio che fondamentalmente non offre nulla dal punto di vista turistico ma, al contrario, mostra solo un decadimento totale iniziato ancor prima della distruzione del camping. Pur favorevole alla realizzazione del porto, precisa che il progetto così ideato non può funzionare per una serie di ragioni: la principale è l’assenza di una commistione tra il pubblico ed il privato che consentirebbe un controllo delle risorse impiegate e dei risultati attesi. Non si può parlare di turismo se non si risolvono i più importanti problemi della raccolta dei rifiuti, della pulizia delle spiagge e della fogna. Forte e deciso il successivo scambio di idee tra D’Amato ed Ecclesia (Spinosa non ne ha preso parte dichiarando di non essere lui il candidato incaricato a potersene occupare) sul notocaso del depuratore consortile e dello sversamento dei liquami. D’Amato ha ricordato come i problemi siano iniziati già nel lontano 1997 quando si è optato per un luogo diverso da quello in cui era stato individuato il depuratore, e, pur riconoscendo che le responsabilità non possono attribuirsi in toto alle amministrazioni locali, ha sottolineato come la gestione sia comunque stata scadente tanto che il governatore Niki Vendola è dovuto scendere in campo per risolvere personalmente la faccenda. Da qui l’assist ad Ecclesia che ha subito fatto notare l’inesattezza dell’affermazione in quanto non sarebbe vero che il procedimento è stato commissariato: il presidente Vendola è per legge commissario delegato alle emergenze ambientali e la dottoressa Iannarelli, da lui stesso indicata, è preposta allo sviluppo amministrativo di tutti i progetti, tra cui, la nuova proposta della vigente amministrazione che ha suggerito la creazione di una conduttura superficiale che vada a sversare nel canale maestro portando i reflui nel Mar Piccolo. Inoltre, ha evidenziato come la questione sia rimasta al palo a causa della recente normativa, la quale, non solo ha imposto l’impossibilità di riversare in falda e quindi di prevedere come recapito finale dei nuovi impianti per lo sversamento nel suolo, ma non ha neppure previsto clausole di salvaguardia per gli appalti già in fase di esecuzione comportando un blocco dei lavori, un’inutile perdita di tempo ed uno spreco di milioni di euro. Penultimo campo di battaglia: crisi economica, tagli, quadratura dei conti ed Imu. Claudio Spinosa ha elencato una serie di provvedimenti rientranti nel programma del M5 Stelle, quali, l’ampliamento del servizio di raccolta differenziata e trasporto dei rifiuti alle zone periferiche che, attualmente, non sono servite; la definizione di un piano di ammortamento per estinguere il debito con la Lombardi Ecologia, appaltatrice dei servizi legati alla nettezza urbana; lacreazionedi isole ecologiche e la messa in funzione di impianti di videosorveglianza e vigilanza ambientale per supportare la polizia municipale econtrastare il fenomeno delle discariche abusive. Ha inoltre proposto l’assunzione di un difensore civico (ed immediatamente Ecclesia ha evidenziato come questi abbia per legge un altro ruolo), stipendiato dal comune al fine di ridurre le ingenti somme versate per le consulenze esterne. D’Amato ha premesso come la quadratura dei conti sia un tasto dolente per la presente amministrazione pulsanese, portatrice di un debito che si aggirerebbe intorno ai 7 milioni di euro ma che, come contropartita, non offre certo servizi soddisfacenti. Ciò che ha alimentato la falda del debito è stata la pessima gestione del sistema dei rifiuti perché non c’è stata su questo settore una scelta lungimirante. Il problema naturalmente va risolto senza creare difficoltà ai lavoratori dipendenti che meritano di essere tutelati in ogni modo. Sull’Imu ha riferito che si tratta di materia nazionale, ancora in fase di discussione, anche se, sicuramente, andrebbe rivista sotto molti aspetti. Netto Ecclesia che ha solo evidenziato come non sia corretto interpretare i conti sulla base di un’ottica personale poiché devono essere letti per quello che sono. La scarsità di entrate è in parte dovuta ai 700 mila euro di Tarsu in meno non pagate e che hanno contribuito ad aumentare l’evasione fiscale. La manche finale si è giocata sull’appello agli elettori. Ecclesia ha invitato i concittadini a prestare attenzione alle dinamiche evolutive della sua quinquennale amministrazione, certo che a Pulsano vi siano persone sempre più mature e capaci di cogliere perfettamente le reali ed ovvie motivazioni, non tutte imputabili alla presente giunta, che invece è alle prese con le stesse difficoltà che affrontano quotidianamente gli abitanti. La lista di centro-destra si presenta coerente, determinata, coesa ed adatta a giungere alla scadenza naturale del mandato perché composta da candidati che voglionov amministrare. Spinosa ha evidenziato l’importanza delle primarie per la scelta del candidato sindaco e l’assenza nel Movimento 5 Stelle di persone appartenenti a gruppi politici, famiglie numerose o caste tanto da essere considerati, all’esterno, perdenti in partenza. Le promesse fatte in campagna elettorale sono palesemente voti di scambio. Conclude D’Amato, il quale, ha chiesto di cambiare direzione puntando su un centro-sinistra unito con un programma ambizioso che copre ben dieci anni. Lo stesso candidato ha affermato di aver pubblicato l’ultimo Cud e l’ultima dichiarazione dei redditi per consentire ai pulsanes, qualora eletto, di verificare eventuali mutamenti della sua situazione economica e patrimoniale.

C. F.

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