Provincia

Chiuso il Centro salute mentale, è caos


MASSAFRA – Dallo scorso 2 maggio il Centro di Salute Mentale che asserviva i Comuni di Massafra, Mottola e Palagiano è chiuso. 

I nuovi tagli al sistema sanitario territoriali stanno creando non pochi disagi a quanti fruivano del servizio. E’ caos e ribellione.

A tal proposito si registrano, infatti, gli interventi della sezione massafrese del Tribunale dei dirittti del Malato e delle amministrazioni comunali di Palagiano e Mottola.

Bellisario Semeraro, in qualità di responsabile del TdM di Massafra fa rilevare l’importanza che il centro riveste per le tre comunità: «già esiste una cooperativa che dà lavoro a circa venti utenti che l’attuazione della delibera potrebbe mettere a rischio come potrebbe rimanere sulla carta l’importante progetto, già inserito nel Piano sociale di zona, intitolato “Case per la vita per persone con problematiche psicosociali a bassa intensità assistenziale”. Non dimentichiamo che ci sono da un lato i medici, gli operatori e i volontari, dall’altro gli utenti e le loro famiglie gli uni e gli altri uniti dall’obiettivo di veder crescere una struttura che oltre tutto è uno dei misuratori del livello di civiltà di un Paese». 

Polemico il sindaco di Mottola, Luigi Pinto che esprimendo solidarietà verso gli operatori ed gli utenti manifesta la sua contrarietà al provvedimento di chiusura: “Lungi da me affrontare la questione dal punto di vista campanilistico, ma in verità non riesco a comprendere la ragione di tale intervento anche se inserito nel contesto di riordino della spesa ospedaliera. Dalla lettura degli atti deliberativi non riesco a far luce sul buio dei miei dubbi. Ancor oggi mi domando, e rimando ad altri lo stesso quesito, quali sono i criteri che inducono una competente direzione sanitaria a fare a meno di una struttura di servizio socio sanitaria così delicata che fino a ieri era giudicata come esempio di eccellenza e poi cancellata nell’arco di un pomeriggio? Il Csm di Massafra era l’unica struttura che lavorava con una copertura di servizio di ben 12 ore giornaliere. Sono convinto che possano e debbano esserci margini per una revisione delle decisioni e di ciò mi rendo sin d’ora attivo e disponibile, in contiguità con i colleghi sindaci dei comuni confinanti interessati, per esercitare in coro le giuste pressioni utili ad approfondire la questione ed a giungere a diversa soluzione”.

Anche Palagiano si ribella. L’assessore Michele Amatulli dichara: Non possiamo assistere inermi di fronte a tale ennesimo schiaffo alla sanità tarantina”.

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