18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 17:16:45

Spettacolo

“L’idioma gentile” e il “Cuore”. Ritorno a De Amicis

La rivalutazione della lingua italiana attraverso i famosi due testi dello scrittore italiano


TARANTO – C’è in Italia, ed anche in talune Università degli Studi, un ritorno allo scrittore Edmondo De Amicis per due suoi, un tempo, famosi scritti: “L’idioma gentile” e il “Cuore”, Il primo per una rivalutazione della lingua italiana, da tempo soffocata ed umiliata dalla lingua inglese e non sempre per ragioni di economia e di profitto economico e non solo per esibizionismo; l’altro libro, il “Cuore”, per un ritorno a sentimenti di valore umano, familiare, sociale ed italiano.

 

Il “Cuore” tenne a battesimo intere generazioni e su quel celebre libro si è detto tutto ed il contrario di tutto, ma, ripeto, c’è un diffuso sentimento di rivederlo e rileggerlo.
Certo quel testo deamicisiano coronava la fatica di tutto un Risorgimento ed ebbe una funzione pedagogica alta e nobile.
De Amicis va certamente storicizzato: cioè collocato in quel tempo che passò l’Italia, da Firenze a Roma, come capitale di un paese libero ed indipendente, contro tutti i provincialismi e le lotte intestine fra regioni e regioni dominate da Stati diversi e stranieri.
Era anche il tempo dove bisognava instaurare una religione democratica e laica e lo Stato diventava, secondo il pensiero di Cavour, finalmente italiano dalle Alpi alla Sicilia. Di qui i famosi “Racconti mensili” che tanto fecero commuovere i lettori del tempo.
De Amicis fu, senza dubbio, il celebratore della scuola laica, come già il De Sanctis auspicava dalla cattedra partenopea.
Da questo convincimento nacque il “Cuore”; più che un libro pedagogico, un testo di laica ideologia; lo scrittore, attraverso i “Racconti mensili” analizzava i problemi della nazione unita: l’emigrazione, la questione meridionale, l’unità regionale e nazionale, il problema del linguaggio al di là dei rispettivi dialetti. Il “Cuore” fu il primo libro che affermò l’equilibrio tra borghesia e popolo ed il libro che determinò il “maestro” laico contro il sacerdote maestro.
Insomma la scuola laica al di sopra della scuola confessionale.
Ecco perchè oggi, a fronte di questa Italia, c’è bisogno di ritornare al “Cuore” del De Amicis per una boccata di ossigeno.

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