14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 08:14:58

Spettacolo

Emozioni concertistiche con Elvira Zamanova e la sua magica voce

Nuovo appuntamento a Palazzo di città con l'Accademia Musicale Mediterranea


Nuovo appuntamento, questa sera, alle 18, a Palazzo di Città (Salone degli Specchi) con “Emozioni concertistiche”, la rassegna promossa dall’Accademia Musicale Mediterranea.

Sul palco sale un’artista d’eccezione, la soprano russa Elvira Zamanova che, accompagnata dai suoi allievi, darà vita a quel genere di lirica che appassiona e fa sognare.

L’evento s’inserisce nell’ambito del 31° cartellone messo a punto dall’istituto musicale privato, diretto dal Maestro Cosimo Damiano Lanza, con la Presidenza della Repubblica Italiana, la Presidenza del Senato della Repubblica, la Presidenza della Camera dei Deputati, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e col patrocinio del Comune di Taranto.


Accompagnata da Fabio Guarino al pianoforte, la soprano  eseguirà il seguente programma: Gounod, Arietta “Je veux vivre” dall’opera “Romeo e Giulietta”; Miriam Tomai – Agnese Urso (pianoforte): Giordani, Arietta “Caro mio ben”; Lucrezia Lanza – Gaetano Frascella (pianoforte): Handel Aria “Lascia ch’io pianga” dall’opera “Rinaldo”; Emanuela Zucchetta – Fabio Guarino (pianoforte): Webber “Pensami” dal musical “Fantasma dell’opera”; Elvira Zamanova e Pierpaolo Morbidelli – Fabio Guarino (pianoforte): Lehàr, Duetto “Tace il labbro” dall’operetta “La vedova allegra”; Miriam Tomai – Agnese Urso (pianoforte): Puccini, Aria “O mio babbino caro” dall’opera “Gianni Schicchi”; Lucrezia Lanza – Agnese Urso (pianoforte): Caccini, “Ave Maria”; Elvira Zamanova – Gaetano Frascella (pianoforte): Rachmaninov, “Ne poy krasavitsa pri mne”; Lucrezia Lanza e Miriam Tomai – Gaetano Frascella (pianoforte): Mozart, Scena e duetto “Sull’aria” dall’opera “Le nozze di Figaro”; Elvira Zamanova e Pierpaolo Morbidelli – Gaetano Frascella (pianoforte): Kalman, Scena e duetto “E’ questo amore, l’amore sciocco” dall’operetta “La principessa della czarda”.

Elvira Zamanova si è esibita in numerosi concerti grandi e spettacoli musicali per bambini; ha cantato con orchestra sinfonica, organo, quartetto, pianoforte. Ha collaborato con famosi direttori d’orchestra quali V. Mikhaylov, V. Klementiev, M. Sherbakov. Ha tenuto concerti di musica con Yu. Sokolskaya, N. Fefilov, A. Mistyukova, K. Nenasheva. Il suo repertorio solistico comprende ruoli delle opere, arie, romanze, canzone nelle lingue russa, italiana, tedesca, francese, inglese.

L’ingresso è gratuito.

 

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Verso il derby Taranto-Grottaglie

Rossoblù, rebus Clemente

Papagni tiene a rapporto la squadra, ancora da valutare le condizioni dell’attaccante siciliano. Ai biancazzurri mancherà bomber Formuso

TARANTO – Ripresa oggi la preparazione in vista del derby di domenica contro il Grottaglie, una gara molto delicata da ambo le parti che sarà tassativo vincere per iniziare la scalata all'alta classifica.
Aldo Papagni terrà sicuramente a rapporto la ciurma rossoblù dopo il pareggio rocambolesco maturato a Pozzuoli sabato pomeriggio e dovrà valutare a sua volta le condizioni di Giampiero Clemente, punta di diamante dello scacchiere jonico, alle prese con problemi muscolari maturati nel match contro il San Severo.
Non è un clima sereno quello che si vive in casa tarantina e serve ripartire da zero per iniziare a timbrare nuovi successi, visto che i tre punti mancano da un mese ed il Marcianise, uscito sconfitto domenica a Brindisi, è distante otto punti, quindi non un divario incolmabile.
Intanto è partita nella giornata odierna la vendita dei biglietti, dalla città delle Ceramiche dovrebbero essere un centinaio i tifosi al seguito dei biancazzurri.
Tornando a riesumare corsi e ricorsi storici, sette anni addietro il maestro di Bisceglie iniziò il suo mandato in riva ai Due Mari con una sconfitta interna contro la Vigor Lamezia per poi risalire la china fino al secondo posto con l'annessa vittoria nei playoff, il pari acquartierato in terra flegrea, per quanto amaro come risultato visto che è giunto in pieno recupero, potrebbe essere da un lato anche un buon viatico in tal senso, tenuto conto oltretutto che domenica scorsa sono iniziati gli scontri diretti e quindi, bastano due successi per iniziare la remuntada in chiave primo posto.
L'ultima domenica di ottobre dovrà essere quindi quella della svolta, l'occasione sulla carta appare propizia contro un Grottaglie alle prese con una grossa crisi societaria ed anche di risultati, ciò non toglie che i biancazzurri di Alberto Bosco hanno timbrato sei punti su sette in trasferta, anche questo è un dato da non trascurare affatto.                    
(g.d.f.)

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“Nuova Pulsano” all’attacco

Sporcizia e tasse più alte

Denuncia per le condizioni di degrado a Lido Silvana e gli scarichi a mare

PULSANO – Sporcizia ed abbandono a fronte di tasse sempre più alte. E’ in sintesi la denuncia che il gruppo consiliare di Nuova Pulsano ha lanciato durante l’ultimo consiglio comunale di giovedì 17 ottobre.
Nella mozione, i consiglieri Maria Cristina Tomai Pitinca e Anna Salamida, assieme al capogruppo Emiliano D’Amato, si sono fatti interpreti delle denunce di molti cittadini ed operatori turistici circa la sporcizia e l’abbandono in cui versa tutta l’area di Lido Silvana. Hanno voluto sensibilizzare la giunta a procedere ad un piano di pulizia straordinaria e recupero, e ad intervenire presso la proprietà dell’ex camping nella rimozione dei tratti di lamiere consumate e divelte lungo la Litoranea. “Interventi di manutenzione ordinaria – hanno detto – che, tuttavia, mancando da diversi anni, diventano urgenti per ridare decoro ad una delle zone più belle della costa pulsanese”.
Iconsiglieri di opposizione hanno constatato “un assoluto disinteresse” tanto è vero che la maggioranza ha ritenuto di dover bocciare la mozione. “L’assessore alla cultura – osservano i tre consiglieri – invece di cogliere il senso di collaborazione costruttiva di Nuova Pulsano, ha voluto polemizzare rimpallando le responsabilità dell’abbandono in cui versa Lido Silvana alla Regione, quando, invece, l’area è di esclusiva pertinenza del Comune di Pulsano”.
Nella stessa seduta consiliare è stata discussa anche l’interpellanza sulla pulizia del canale Trigna “che, nelle giornate di piogge intense scari-ca a mare, sulla spiaggia de La Fontana, enormi quantità di acqua sporca e maleodorante”.
Al danno la beffa “perchè – chiosano dall’opposizione – l’amministrazione Ecclesia decide di aumentare le tasse: approvato l’aumento dello 0,3% dell’aliquota di base dell’Imu, venendo meno a tutte le promesse fatte in campagna elettorale e dimostrando lo stato di crisi in cui versano i conti pubblici comunali, nonostante un prestito di oltre 3 milioni di euro ottenuto solo il mese scorso per poter pagare le spese correnti”.

 

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A San Giorgio

Municipio, casa del degrado

Reportage fotografico del consigliere Tomaselli sulle condizioni in cui si trovano alcuni locali comunali. “Disagio per gli operai”

SAN GIORGIO – Materiale accatastato, cassette elettriche scoperte,  scarico della fogna che perde, pareti sporche e servizi igienici indescrivibili. Ecco cosa c’è nel Municipio di San Giorgio. Un reportage fotografico del consigliere Angelo Tomaselli di Uniti per Cambiare mostra le condizioni in cui versa la zona sotterranea del Palazzo di città “quello che dovrebbe essere – fa notare l’esponente di opposizione – il luogo simbolo della gestione del territorio”.
L’accusa si allarga sulle condizioni in cui versa il resto del paese. “Non si può far continuara a vivere i cittadini – dice – nel degrado. La gente descrive questa gestione amministrativa come la peggiore della storia sangiorgese e comprendo il perchè della loro assenza nella manifestazione di solidarietà al sindaco di domenica scorsa. Solidarietà a cui mi associo per il vile gesto che non può avere giustificazione, ma non si può continuare a gestire così la cosa pubblica. Il sindaco dovrebbe dimettersi per rispetto dei cittadini e dei dipendenti comunali costretti a frequentare luoghi indecenti come questi”.  Nei locali che mostriamo in foto c’è  anche la macchinetta per timbrare i cartellini delle presenze. Ciò vuol dire che i dipendenti attraversano quotidianamente questi ambienti insani.

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Il vescovo alla Vestas

“Non perdete la speranza”

Stamattina mons. Filippo Santoro ha incontrato i lavoratori dell’azienda che rischiano il licenziamento: Vi sono vicino

TARANTO – “Non perdete la speranza. Vi sono vicino”. Una visita che arriva all’indomani del corteo che ha portato nel cuore della città la vertenza Vestas e la disperazione delle famiglie tarantine. Non solo i 120 della Nacelles per la quale è stata annunciata la chiusura a fine anno, ma tutto un indotto nato all’ombra dell’energia rinnovabile, dell’eolico. Con loro anche i colleghi degli altri due stabilimenti tarantini della multinazionale danese.
E oggi ad incontrare i lavoratori in presidio nella sede di via Ariosto ormai da più di una settimana è stato il vescovo in persona. Monsignor Santoro, “in segno di solidarietà e di vicinanza ai lavoratori della Vestas” si è recato al presidio aziendale permanente che i lavoratori tengono in vita alternandosi su quattro turni di sei ore. L’azione pastorale di mons. Santoro è ormai punteggiata di gesti semplici ma eloquenti che invitano “alla ricerca del bene comune e a non perdere la speranza”.
Ieri il corteo si è concluso con l’incontro tra i segretari dei metalmeccanici e il prefetto Sammartino. I sindacati hanno ricevuto dal rappresentante locale del Governo tutto il sostegno affinché la vertenza possa arrivare sui tavoli romani col giusto peso. Ne è scaturita una relazione al ministero nella quale il prefetto rappresenta a Roma la situazione esplosiva che si vive a Taranto. Una situazione dai forti risvolti sociali da tenere sotto controllo. Il prefetto ha anche assicurato un suo contatto con la presidenza del Consiglio facendo sue le richieste dei parlamentari tarantini e dei sindacati impegnati nell’ennesima vertenza che si abbatte sul territorio. Dopo la visita dell’Arcivescovo, i lavoratori si sono riuniti in assemblea per stabilire tempi e modalità della protesta che proseguirà nei prossimi giorni. La mobilitazione, sfociata ieri nel corteo che attraversato le vie del centro, potrebbe prendere le forme del sit-in con volantinaggio “per far capire alla cittadinanza – annuncia un lavoratore – come si comportano i padroni della Vestas”.

 

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Sanità nella bufera

Rianimazione? Appalto vecchio

Il presidente della Scuola Edile Fabio De Bartolomeo commenta la pubblicazione del piano triennale delle opere dell’Asl di Taranto

TARANTO – “L’Asl realizza il piano delle opere triennali, così come fanno tutti gli Enti pubblici, in base alle proprie priorità. Certo, sarebbe auspicabile che le associazioni di categoria fossero messe al corrente, magari con una presentazione pubblica, delle opere che l’Asl vorrebbe realizzare, piuttosto che scoprirlo dopo la pubblicazione sul sito internet”.
A Fabio De Bartolomeo (nella foto), nella sua doppia veste di presidente della Scuola Edile e di vicepresidente dell’Ance, abbiamo chiesto come ha preso la notizia riguardante la pubblicazione, da parte dell’Asl, del piano triennale delle opere 2014-2016. Anche lui, come noi, ha appreso del documento direttamente dal sito internet dell’Azienda sanitaria locale. “Gli Enti pubblici devono mantenere la propria autonomia, organizzando gli interventi in base alle priorità – spiega De Bartolomeo. Qualche anno fa, come Ance, realizzammo un documento che intitolammo “Map”. Era, appunto, una mappa di tutte le opere “triennali” degli Enti pubblici. Con quella iniziativa abbiamo voluto richiamare l’attenzione sui potenziali investimenti che potrebbero esserci sul territorio, spesso sono sconosciuti alle stesse associazioni di categoria”.
Tra gli interventi che l’Asl vorrebbe realizzare nel prossimo triennio anche i “lavori di adeguamento e ristrutturazione per la riallocazione del reparto di rianimazione presso il presidio ospedaliero Santissima Annunziata di Taranto” per un importo di 4 milioni di euro. “Ho partecipato personalmente a quell’appalto, ben prima della pubblicazione del piano triennale”. E sul nuovo ospedale, il presidente della Scuola Edile, preferisce mantenere il basso profilo: “In teoria si potrebbe realizzare in 4 anni ma, come tutti sappiamo, con le opere pubbliche “si sa quando si inizia ma non quando si finisce”. Il nostro auspicio è che tutti gli Enti di spesa, compreso l’Asl, comunichino e pubblicizzino, magari con una presentazione, le opere che intendono realizzare”.

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Guerra dei tavolini, risponde l’assessore

“I gazebo? Un valore aggiunto”

Zaccheo: “Altro che giungla. Per il centro cittadino e per i negozi queste strutture all’aperto possono costituire una chance. Presto saranno anche nei vicoli”

TARANTO – I commercianti – o almeno una parte di loro – si dicono pronti ad intraprendere una battaglia contro quella che definiscono una giungla costellata dai gazebo selvaggi. Tavolini e ombrelloni che oltre a ‘cozzare’ con l’estetica del Borgo andrebbero a creare – secondo la petizione che gira in questi giorni – una situazione di concorrenza sleale.
Sotto accusa finiscono il sindaco Stefàno e l’assessore alle attività produttive, Cisberto Zaccheo. Ed è proprio quest’ultimo a chiarire la situazione, parlando invece di una chance in un periodo di crisi.
Assessore, i firmatari della petizione accennano ad un nuovo regolamento dalle maglie più larghe? Cosa c’è di vero?
“Innanzitutto voglio precisare  che il regolamento sui dehors è stato approvato dal consiglio comunale e quindi non direttamente da me o dal sindaco. Esiste un regolamento approvato a gennaio 2013 che stabilisce le regole per sedie e tavolini all’aperto. Non c’è nessun gazebo selvaggio. Non esiste. Oggi abbiamo una regola più snella per quanto riguarda sedie e ombrelloni, diverso è per le strutture che prevedono pedane”.
Ma c’è chi se ne approfitta?
“E’ ovvio che, come in tutti i settori, esistono le pecore nere. Ma è da un po’ di tempo che il comando della polizia locale ha iniziato controlli mirati”.
Secondo lei, il gazebo in centro ci deve stare?
“Se vogliamo essere chiari, l’isola pedonale per me è il luogo più idoneo per ospitare i gazebo. Il Borgo è area pedonale da via D’Aquino a via Di Palma, compreso il tratto di via Berardi e via Mignogna. In questi casi il gazebo non inficia il traffico. Eppoi, non sono d’accordo sul fatto che queste strutture vadano ad ostruire e oscurare gli altri esercizi. Il pedone che sosta all’interno del gazebo anzi guarda anche le vetrine. Quindi, semmai, è una possibilità in più”.
Una chance quindi?
“Ho girato l’Italia. E in piazza San Marco, ad esempio, i gazebo sono vicini ai monumenti storici. Potrebbe sembrare un ‘oltraggio’ e invece ci mettono gli ombrelloni. Se vogliamo parlare poi di turismo, con queste polemiche ci contraddiciamo. Sono venuti ultimamente i tedeschi, gli austriaci, dove pensate che abbiano pranzato? Volevano stare fuori,  mangiare all’aria aperta.
Certo, in strade al alta percorrenza potrebbe essere un problema, ma al Borgo, dove c’è il passeggio è un valore aggiunto. Quando si parla di destagionalizzazione del turismo in periodi come settembre ed ottobre  vuol dire proprio questo . Recentemente è arrivata la nave coi tedeschi, hanno fatto apertivi all’aperto, perché questo clima se lo sognano”.
Ma ci saranno comunque delle novità nel campo dei dehors?
“Ad un anno dal nuovo regolamento abbiamo cercato di capire l’andamento ascoltando le associazioni per vedere quali tipi di interventi migliorativi poter adottare. Un esempio su tutti la città vecchia. Assistiamo al risveglio delle imprese commerciali, ma, come noto, lì le vie sono molto strette”.
Avremo cioè i gazebo nei vicoli?
“Per rispondere a questo tipo di richieste stiamo pensando di andare in deroga. Le novità riguarderanno una serie di tecnicismi, gli standard contenuti nel codice della strada. Davanti alle richieste degli operatori dobbiamo superare problematiche di questo tipo, ad esempio, ripristinando l’isola in via Duomo, in zona Università”.
Cosa dice ai firmatari della petizione?
“ A loro mi sento di dire che le cose si possono risolvere, in questo momento andare gli uni contro gli altri, ovvero iniziare una guerra tra il commercio al dettaglio e i pubblici esercizi non fa bene a nessuno. Bisogna trovare all’interno del dibattito le soluzioni in favore della città e della sua economia. Andare l’uno contro l’altro non serve  a nulla, nè serve attribuire sempre responsabilità al sindaco”.                    (a. f. )

 

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Il caso

Regione, ecco i “vitalizi d’oro”

La legge è stata cancellata, ma i tarantini Arnaldo Sala (Pdl) e Patrizio Mazza (Idv) si sono assicurati la “super-pensione” come l’assessore all’Ambiente Nicastro

TARANTO – La liquidazione dell’assegno di fine mandato, maturato al primo gennaio, ammonta a 69.154 euro. Di questi, 66.500 sono stati ‘mandati indietro’ alla Regione, per pagarsi i contributi.  Ed è così che i tarantini Arnaldo Sala, del Popolo della Libertà, e Patrizio Mazza, ex Italia dei Valori, consiglieri regionali (il secondo s’è dimesso dopo il flop nella corsa a sindaco) si sono guadagnati un vitalizio a carico dell’ente pubblico da 4.300 euro al mese. Magie della politica regionale, che tornano d’attualità ora che il caso dei vitalizi d’oro alla Regione Puglia suscita nuove polemiche.
Dal primo gennaio i consiglieri regionali della Puglia non maturano più la ‘pensione’, il vitalizio appunto, che spetta agli eletti, ma ovviamente i diritti acquisiti sono preservati dalla legge, una sorta di salvacondotto per i consiglieri alla prima legislatura. Basta versare i contributi necessari a completare cinque anni di versamenti e ricevere così il vitalizio-pensione.
A beneficiare della norma, ora, è l’ex magistrato e capogruppo Idv, ma soprattutto assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro. Uno che a Taranto è diventato di casa, proprio in ragione del suo delicato incarico. Eletto consigliere nell’aprile 2010, alla data dell’abolizione del vitalizio Nicastro aveva maturato i 30 mesi necessari a beneficiare di quello che viene definito, comunemente, scivolo. Per questo il 30 maggio Nicastro ha versato 66.560 euro, necessari a coprire il periodo di contribuzione mancate, e l’ufficio di presidenza del Consiglio ha proceduto a quantificare il suo assegno vitalizio: 4.322,14 euro lordi al mese, una cifra quantificata calcolando il 40% dell’indennità lorda.
Per la cronaca, in questi giorni hanno beneficiato dalla norma altri due consiglieri: un altro Idv, Aurelio Gianfreda, e Giovanni Epifani, del Partito Democratico. Il vitalizio scatta al compimento dei 60 anni d’età, ed è reversibile agli eredi.

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Sos Marina Militare

“Flotta a rischio estinzione”

L’allarme lanciato dall’ammiraglio Confessore, che cede il comando di Maricentadd. Il saluto ai familiari dei due marò

TARANTO – “Non posso non evidenziare la presenza della famiglia Latorre. Fatevi forza. Vi siamo vicini e speriamo che questa tormentata ed assurda vicenda che vede coinvolti Massimiliano e Salvatore, illegalmente trattenuti in India, finisca e che possano tornare presto ad abbracciare i loro cari. Sono fiducioso nella vittoria delle loro ragioni”. Lo ha detto l’ammiraglio di divisione Claudio Confessore, che oggi ha ceduto al contrammiraglio Marcello Bernard il comando del Centro addestramento aeronavale di Taranto, Maricentadd (nella foto un momento della cerimonia).
Confessore lascia anche la Marina Militare dopo 41 anni di servizio. Confessore si è rivolto ad alcuni familiari del fuciliere Massimiliano Latorre, accusato insieme al collega Salvatore Girone di aver ucciso nel febbraio 2012 due pescatori indiani scambiati per pirati.
Nel corso della cerimonia del passaggio di consegne, l’ufficiale ha dedicato una parte del suo discorso alla vicenda dei due marò pugliesi. “La dignità del loro comportamento – ha aggiunto – evidenzia i valori di lealtà, onore e amore di patria che devono sempre ispirare le nostre azioni e le nostre scelte. Le varie ed inutili polemiche di questi giorni – ha sostenuto l’ammiraglio – non sono accettabili per qualsiasi militare impiegato all’estero. Spero in un sussulto di dignità da parte di tutti. Sono certo – ha spiegato – che Massimiliano e Salvatore guardano al futuro con fiducia e che le loro straordinarie risorse umane li aiuteranno a superare anche questi momenti difficili”.
Dal caso dei marò al futuro della Marina Militare. “Come ammiraglio di un Centro addestramento che fra i suoi compiti ha quello prioritario di addestrare gli equipaggi delle navi non posso non evidenziare che la nostra Marina sta vivendo uno dei periodi più difficili della sua storia per le scarse risorse disponibili in tutti i settori” ha sottolineato l’ammiraglio di divisione Claudio Confessore. “In particolare, come ha più volte rappresentato il nostro Capo di Stato maggiore, la flotta – ha precisato Confessore – è a rischio di estinzione. La gran parte delle navi hanno già raggiunto il limite della vita operativa poiché sono state costruite 20-30 anni fa. È urgente – secondo l’ammiraglio – una nuova legge navale che avvii un piano di costruzioni e che sicuramente concorrerebbe a rilanciare la cantieristica nazionale, scongiurando la cassa integrazione per migliaia di operai. Investendo in nuove costruzioni potremmo avere una grande opportunità di sviluppo e rilancio dell’economia”.

 

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Salvato in tempo

Senza lavoro: “Mi butto”. Paura sul Punta Penna

I poliziotti della Volante sono intervenuti dopo la segnalazione dell’assessore comunale Gionatan Scasciamacchia

TARANTO – “Sono depresso. Voglio farla finita”. Lo ha detto con tono drammatico ai poliziotti intervenuti dopo la telefonata del loro collega, l’assessore comunale alle Politiche del Lavoro, Gionatan Scasciamacchia, un disoccupato di trentasette anni che era già sulla balaustra del ponte Punta Penna, pronto a lanciarsi di sotto. 
Nella tarda serata di ieri, intorno alle 23, il poliziotto-assessore transitando in auto sul ponte Punta Penna ha segnalato alla sala operativa, un motoape ferma sul margine della carreggiata, che creava pericolo per la circolazione veicolare. Scasciamacchia ha anche detto ai suoi colleghi che sul ponte stava accadendo qualcosa di anomalo.
Gli operatori del 113  hanno avvertito immediatamente due equipaggi della Squadra Volante presenti in zona che in brevissimo tempo sono intervenuti sul posto.
Gli agenti, dopo aver individuato il mezzo segnalato, poco distante hanno scorto un uomo, che aveva scavalcato la recinzione del ponte e mostrava evidenti intenzioni suicide.
Considerato il reale pericolo che l’uomo, un tarantino di 37 anni, potesse compiere l’estremo gesto, i poliziotti hanno instauravano con lui un lungo colloquio, durato circa un’ora e mezza. Nel frangente, l’aspirante suicida, appena si è accorto  che qualcuno dei presenti si stava avvicinando più del “consentito” in maniera esagitata ha mimato  il gesto di lanciarsi nel vuoto. Solo dopo una paziente opera di convincimento gli agenti della Volante sono riusciti in un momento di distrazione ad afferrare l’uomo che per reazione si è dimenato.
Fortunatamente i poliziotti, nonostante la strenua resistenza e la corporatura robusta del trentasettenne, sono riusciti ad immobilizzarlo ed a portarlo all’interno della ringhiera.
Sul posto sono piombati anche i soccorritori del 118  i quali hanno  prestato le prime cure al trentasettenne e  poi hanno provveduto a ricoverarlo presso l’ospedale San Giuseppe Moscati.
Nella tarda serata di ieri sul ponte Punta Penna si sono vissuti momenti di grande tensione in quanto l’aspirante  suicida, nonostante i ripetuti tentativi dei poliziotti della sezione Volanti di farlo desistere dall’intento, ha continuato a minacciare il suicidio in una maniera così plateale e sotto gli occhi di altri automobilisti che in quei frangenti stavano percorrendo il ponte.
Grazie alla bravura dei poliziotti è stata evitata la tragedia e così il trentasettene disoccupato tarantino è stato soccorso e, a bordo di un’autoambulanza del 118, è stato  condotto all’ospedale Nord.

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