Spettacolo

Il tempio della lettura da Mandese


TARANTO – Se via D’Aquino è sempre stata il fiore all’occhiello del passeggio (la vasca) con ricordi che si perdono nel tempo, si snoda una lunga lista di negozi prestigiosi, ivi ubicati, dei quali è rimasto ben poco. Ma bando alla malinconia di Kundera, e guardiamo quello che resta di un passato interessante e vivace e, poi, come capita con varie vicissitudini, un po’ in ombra. Via D’Aquino era una superba Galleria di nomi importanti: il pianoforte si comprava dai De Fazio, la macchina da cucire alla Singer, l’alta Moda, e non solo, dalle aziende Dammacco e, ora si dice il tutto trendy da Saba, il caffè e l’aperitivo alla indimenticabile Sem con i ricevimenti d’élite, i cioccolatini alla torinese Unica.

I bambini li vestiva non solo “alla marinara” Malizia delle sorelle Occhinegro, le scarpe fashion da Protopapa, la lingerie da Caruso. E… i libri? Sempre nella via del passeggio, si sceglievano da Mandese ed era (ed è) una chiccheria salire quei gradini per entrare, quasi un simbolo di levatura culturale, che proprio per scelta raffinata, ha nel tempo mantenuta la stessa fisionomia, come dicono i grandi architetti, con “ristrutturazione dolce”. Ma l’aggregazione della famiglia Mandese va al di là del lavoro congiunto: le feste e le serate sotto Natale non hanno eguali in città. Quattro fratelli e una sorella sono sempre uniti, con una mano di solidarietà, senza pari; e la loro è una organizzazione capillare da Grandi Famiglie, forse rare: ma da premiare. Nel tempo, la loro casa editrice ha sfornato libri di grande spessore. La nuova sede, ormai conosciutissima, è un pregevole Centro Culturale con presentazioni di libri noti e da lanciare, con serate veramente godibili. Un ricordo tra i tanti: la bellissima vetrina preparata per la venuta di Papa Wojtyla a Taranto, con un libro scritto dal grande don Franco Galeone, docente salesiano e universitario, scrittore, giornalista e soprattutto un diplomatico, nel senso dei grandi contatti tra la libreria Mandese e l’Ambasciata d’Israele a Roma, contatti che io stessa ho mantenuto da giornalista e amica con l’ambasciatore Itzhak Shoham, con conferenze a Torino, Roma, Milano, in Calabria, e ospitati spesso presso l’Ambasciata a Roma ai Parioli: sotto stretta scorta. Anche presso l’ambasciatore Gall a Milano. La Libreria Mandese, infatti, è conosciuta al di là dei confini della nostra città e ne siamo orgogliosi, ne diffondiamo il nome, per quanto ci è possibile, da viaggiatori giramondo. E il nostro famoso scrittore Giancarlo De Cataldo (tarantino doc) la porta come esempio di continuità rara in un mondo in eterna evoluzione, dove forse, con un certo rimpianto, si “spengono” vetrine prestigiose che rappresentano un faro di civiltà, come è appunto la Libreria, essenza appetibile, come i “medaglioni” per il goloso Rossini. E, in queste feste non posso dimenticare il “loro” Natale da scriverci un libro: Natale in Casa Mandese. Chissà! Indimenticabile il ricordo della loro mamma, una vera nobildonna, bella e dinamica, appassionata del mare e provetta guidatrice. Sulle librerie doc ritorneremo sicuramente: è un viaggio meraviglioso. A Bientot.

Lea Aprico

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