Spettacolo

Gli anni dell’acciaio a Taranto


TARANTO – “L’età dell’acciaio -Taranto negli anni Settanta” libro di Mandese Editore, curato da Roberto Nistri, rappresenta l prosecuzione di un programma di ricerca che ha già trattato La città al Borgo sull’età giolittiana, Taranto, da una guerra all’altra sul periodo fascista e Dagli ulivi agli altiforni sul dopoguerra e sull’insediamento dell’italsider. La ricerca cooordinata dal professor Nistri si è avvalsa della collaborazione di studiosi come Antonio Basile, docente di Antropologia Culturale, Vittorio De Marco, docente di Storia Contemporanea, l’architetto Carmelo Di Fonzo, e il preside Francesco Terzulli.

Favorita una prospettiva pluralistica e interdisciplinare su temi importanti come la fabbrica e il territorio, il Municipio e la Chiesa, l’urbanistica e le arti figurative, la scuola e la contestazione giovanile. “Se in Italia gli anni Settanta sono stati riduttivamente qualificati come “gli anni di piombo”, a Taranto possono essere certamente ricordati come “gli anni dell’acciaio” scrive nella prefazione Roberto Nistri. Nel primo saggio del volume si indica come la crescita della produzione sia stata accompagnata da un forte pritagonismo del movimento operaio, con un ruolo del sindacato unitario dei metalmeccanici superiore a quello esercitato dalla Pubblica Amministrazione: oltre a tutelare, con manifestazioni anche spontanee, la sicurezza delle condizioni di lavoro, il sindacato riuscì a porre ordine nella selvaggia giungla degli appalti e subappalti, il brodo di coltura da cui doveva emergere l’economia criminale del decennio successivo. Anni che comunque rimangono memorabili per una forte partecipazione pubblica, la presenza di una cittadinanza attiva. Nel libro in evidenza il periodo della contestazione e delle lotte sociali, in cui anche la Chiesa dovette misurarsi su un inusuale terreno di confronto con le assemblee studentesche a San Pasquale e presso i Salesiani, i dibattiti pubblici tra credenti e non credenti. “L’età dell’acciaio” è un volume che stimola il lettore ad esercitare un giudizio critico su un periodo storico ritenuto importante per Taranto.

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