20 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 07:42:14

Spettacolo

Festival di Sanremo, Rubino e Diodato a gonfie vele

Il tarantino accede alla finale di venerdì per la sezione “Giovani”. Per il martinese gli applausi scroscianti del pubblico dell’Ariston


Continua la sua corsa verso la vittoria finale al 64° Festival della Canzone Italiana di Sanremo, nella categoria “Nuove proposte” Diodato, il cantautore tarantino che dalle pagine del nostro quotidiano, durante un’intervista rilasciata qualche settimana fa, prima dell’inizio della kermesse musicale, affermava di “volersi solo esprimersi al meglio, al di là del risultato finale”.

Risultato che, invece, lo vede con la sua “Babilonia” (questo il titolo della canzone con la quale gareggia) tra i finalisti che domani, sul palco dell’Ariston, si esibiranno per l’ambita vittoria.

Insieme al ligure Zibba (in gara con “Senza di te”), Diodato ha avuto la meglio su Filippo Graziani (figlio del grande Ivan) con “Le cose belle” e su Bianca, in gara con “Saprai”.

E nella categoria “Big”, tra le performance più applaudite durante la seconda serata del Festival c’è anche quella del martinese Renzo Rubino lo scorso anno, lo ricordiamo, tra le “Nuove proposte” con “Amami uomo”.

“Ora” e “Per sempre e poi basta”, le due diversissime canzoni con le quali si è presentato quest’anno a Sanremo, sono state molto applaudite dal pubblico in sala.

In particolare la seconda che, però, non è passata in finale: Rubino, infatti, proseguirà la gara con “Ora”.

Sabato, per lui così come per gli altri “Big” in gara, è prevista la finale che decreterà il vincitore di questa 64^ edizione del Festival.

Per ora, i riflettori sono puntati su Diodato: per lui il conto alla rovescia è cominciato. E se si considera la sua recente vittoria all’ultima edizione del Medimex del premio “Artista dell’anno”, si può sperare che continui a cavalcare la scia di un periodo segnato da grandi successi. Per il cantautore la partecipazione a Sanremo segna l’arrivo dopo un percorso durato circa vent’anni. Poi la pubblicazione, lo scorso aprile, dell’album di esordio dal titolo “E forse sono pazzo”, passato per la colonna sonora del nuovo film di Daniele Luchetti “Anni felici” con la cover di “Amore che vieni, amore che vai” di Fabrizio De Andrè. Secondo alcuni il testo della sua “Babilonia” risulta a tratti ermetico.  Anche un po’ caotica. Bello è coinvolgente il crescendo finale che, a quanto pare, ha comunque  convinto pubblico e critica.

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