11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 15:20:57

Spettacolo

Journal d’un corps, viaggio di una vita

Lo scrittore francesce protagonista d’eccellenza della letteratura contemporanea mette in scena il suo omonimo romanzo


TARANTO – Arriva dalla Francia direttamente sul palco del TaTà per la stagione di prosa del Comune di Taranto-Teatro Pubblico Pugliese Daniel Pennac, giovedì 3 aprile protagonista in scena dello spettacolo “Journal d’un corps – Storia di un corpo”, adattamento teatrale del suo omonimo romanzo pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2012 con la traduzione di Yasmina Melaouah.

Protagonista d’eccellenza della letteratura contemporanea, Pennac con echi proustiani in questo suo lavoro racconta la storia di un diario lungo una vita. Un diario che il protagonista tiene dall’infanzia fino alla sua morte e che dopo la sua scomparsa fa recapitare a sua figlia che, leggendolo, scopre aspetti intimi e mai conosciuti del padre. Infatti, tutte le esperienze di vita del genitore sono riportate sul suo diario su un livello essenzialmente sensoriale.

Così il profumo della tata Violette, il sapore che aveva il caffè durante la guerra o la voce sgradevole all’udito della madre, sono la leva per raccontare la sua intera esistenza.

Sul palcoscenico Daniel Pennac adatta e interpreta in prima persona il suo diario ed lo spettacolo è rimasto ben tre settimane in cartellone al Théâtre des Bouffes du Nord, storico palcoscenico di Parigi.

In un’ora e venti minuti di lettura scenica lo scrittore, solo in scena, recita in francese con sovratitoli in italiano, seduto davanti ad un tavolo coperto d’erba. 

“Storia di un corpo” è prodotto da C.I.C.T. -Théâtre des Bouffes du Nord in coproduzione con Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, in teatro in cui è approdato ha registrato il sld out.

Scene, luci e costumi sono curati da Oria Puppo, mentre l’animazione video è di Johan Lescure e le musiche di Jean Jacques Lemêtre.

Dopo aver insegnato per ventotto anni in un liceo, Pennac è diventato famoso per storie comiche e surreali. Sul finire degli anni ottanta riceve un importante premio: il “Polar di le Mans” e agli inizi degli anni novanta termina la stesura del romanzo “Au bonheur des ogres”, in cui racconta la storia di Benjamin Malaussène, un uomo che lavora nei grandi magazzini, luogo dove vengono commessi numerosi omicidi.

Tra i testi che scrive negli anni in cui continua a lavorare come docente a Liceo si ricordano: “La fée Carabine”, “La petite marchande de prose”, “Monsieur Malausséne”, “La passione secondo Thérèse”, “Ultime notizie dalla famiglia”.

La sua produzione letteraria è molto ricca e numerosi sono i libri che scrive per i bambini tra cui “Cabot-Caboche”, “L’oeil de loup”, “La vie à l’envers”, “Qu’est ceque tu attends, Marie?”, “Sahara”, “Le tour du ciel”. Nel corso degli anni Novanta vince anche il Premio Cento e nel 2002 riceve il Premio Grinzane Cavour. Nel 2003 scrive il libro “Ecco la storia”, che riscuote un grande successo.

Sipario ore 21.

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