Spettacolo

Usi e costumi in… musica: ecco i Terraròss

Il progetto nato da Dominique Antonacci e Giuseppe De Santo è stato nominato dalla Provincia di Taranto “gruppo ufficiale di Terra Jonica”


Nascono come un progetto musicale e di ricerca che mira a riscoprire e valorizzare quella che era la cultura di un tempo: sono i “Terraròss”, formazione  voluta dai tarantini Dominique Antonacci e Giuseppe De Santo, oggi tra i gruppi più popolari e seguiti.

Con i loro spettacoli mettono in mostra usi e costumi dei nostri antenati, quella vita che si svolgeva nei campi che rappresenta la nostra storia. Raccontano le gesta dei nostri avi, il brusio della gente tra le vie dei paesi, la voce mercanti ambulanti, l’affanno del duro lavoro nei campi, il grido delle lotte e delle rivoluzioni ed anche il canto d’amore, la poesia ed il fascino ormai perduto delle antiche serenate.

Oggi i Terraròss rappresentano una realtà musicale e culturale importante tanto da aver indotto le istituzioni della provincia di Taranto  a nominarli “gruppo ufficiale di Terra Jonica” e ad indurre enti istituzionali a chiamarli per promuovere la nostra regione all’estero. L’agenzia  “Pugliapromozione”, con l’obiettivo di amplificare la conoscenza della destinazione turistica Puglia ha ideato i “Road Show” iniziativa che ha ricreeato un “villaggio Puglia” in sei piazze delle capitali europee.

Il percussionista Dominique Antonacci, leader della formazione, la cantante Annarita Di Leo, il fisarmonicista Vito Gentile e il tamburellista Antonio De Santo hanno avuto modo di esportare la nostra cultura in ben due occasioni, tra aprile e maggio, a Monaco e a Berlino. “Siamo orgogliosi e soprattutto consapevolidel fatto che portiamo in giro per il mondo, oltre la musica, anche l’identità e la cultura di un territorio che in questo momento storico ha bisogno di essere visto e riscoperto in maniera positiva – ha affermato il frontman – E, modestamente, crediamo di essere un elemento valido del nostro territorio”.

Sempre nella stagione 2013-2014 il gruppo è stato richiesto per il “Festival dell’Arte italiana a Mosca”,  manifestazione che porta  alcune tra le eccellenze locali.

“Noi realizziamo uno spettacolo che non fa solo rappresentazione culturale della tradizione, ma fonde benissimo quello che è il criterio dello spettacolo a 360° gradi con quello della cultura – continua il leader – Nel nostro spettacolo, in definitiva, convivono danza, musica cantautoriale, pezzi nostri, canzoni di tradizione riproposte in chiave moderna. Noi svuotiamo i nostri pezzi, lasciando soltanto i suoni delle chitarre o dei tamburelli e poi ripartiamo per far esplodere il pubblico, perché puntiamo al divertimento”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche