15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 13:32:53

Spettacolo

Taranto un tempo è stata “da bere” come Milano


TARANTO – Quando il compianto stilista – designer Nicola Trussardi (il dottore) – decise di accettare “l’avventura” di organizzare a Taranto un progetto di sfilata, con modelli ispirati alla Magna Grecia, sembrò di colpo di entrare in una bolla immaginifica che conteneva un po’ di sogni nel cassetto; insomma una città cenerentola, come la nostra, che scopre il suo principe che la veste d’oro. E Trussardi, in verità, aveva tutto del principe: eleganza, talento, bellezza, cultura e quella speciale raffinatezza che si sprigionava nel parlare, nei movimenti, nell’azzurro degli occhi.

E aveva una famiglia perfetta come lui: a Palazzo Trussardi, a Bergamo alta. Quando a Milano si entrava nei suoi spazi lavorativi (via Duse, allora)… le grandi sfilate. Era tutto un lusso levigato, ovattato. Per la nostra città aveva disegnato dei modelli di rara eleganza, abbiamo i prototipi come un tesoro, eppoi aveva disegnato il tutto, non solo abiti di classe, un intero corredo donna-uomo-casa, gadget, rivestimenti di interni e aerei e divise da hostess: non mancava nulla. Nella sua eleganza innata non c’erano sbavature: era un Gianni Agnelli più riservato; e la dice tutta. Come andò a finire il contatto con Taranto, dopo i primi approcci sensazionali? Molti addetti ai lavori e politici “del tempo” lo ricordano. Lui, caro amico di amici di Milano, mi ringraziò molto per la collaborazione e anche per averlo messo un po’ in guardia. Le carte bollate fecero il resto.In questi giorni, dopo Londra, New York, Parigi, le nuove sfilate hanno letteralmente abbagliato Milano, con un look che avrà una svolta, forse adeguandosi ai tempi (non certo l’Alta Moda) ma sicuramente il Prêt-à-porter avrà un’eleganza piacevole, discreta, innovativa e, tra i grandi stilisti, c’è stata maretta di opinioni, tra un flusso di aficionados che ha spostato gli habitué in maniera planetaria. Sarà che i nuovi diktat hanno riacceso polemiche e inventiva, ma la Moda rimane un’Arte, con un potere d’incanto terapeutico; basta non esserne vittime (fashion victim) per carità, altrimenti il gioco, che è anche “economia”, diventa “d’azzardo”.Sui dettagli di Moda e Economia ritorneremo, perché c’è un vero carosello e cambia di “casacca” e il giro si é molto allargato con le nuove voci: Cina, India, Brasile.

Lea Aprico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche