Spettacolo

Torna il grande Luigi De Filippo


TARANTO – Torna il grande Luigi De Filippo. Il grande attore napoletano, figlio del celebre Peppino, celebra quest’anno i sessanta anni di carriera. Il più grande successo di Armando Curcio. Obiettivo: dimostrare che i soldi non servono a nulla: basta la fama della ricchezza per procurarsi crediti da tutti. Stasera al teatro Orfeo di Taranto va in scena “A che servono questi quattrini?” con Luigi De Filippo, che firma anche la regia di uno dei lavori di maggior successo di Armando Curcio. E’ sicuramente un altro dei titoli di punta della Stagione artistica 2012 allestita dall’associazione culturale “Angela Casavola” con la direzione artistica di Renato Forte che nell’occasione si avvale della collaborazione di “Digida”.

Luigi De Filippo celebra quest’anno i sessanta anni di carriera, festeggiati con il debutto alla direzione artistica del Teatro Parioli di Roma dedicato suo padre, Peppino De Filippo. Ma per la sua tournée Luigi De Filippo ha scelto di riproporre un altro fortunato autore di scuola napoletana, Armando Curcio, fondatore dell’omonima casa editrice e giornalista, che debuttò nel 1941 proprio con la compagnia dei fratelli De Filippo. “A che servono questi quattrini?” fu il più grande e popolare successo di Curcio, andò in scena per la prima volta nel 1940 al Teatro Quirino di Roma, fu una delle più divertenti commedie che resero celebri i grandi fratelli De Filippo, Eduardo e Peppino. La commedia, dopo oltre sessanta anni è nuovamente e incredibilmente attuale. Il marchese Eduardo Parascandoli, diventato serenamente povero, da ricco che era, seguace accanito della filosofia stoica, insegna il disprezzo per i beni materiali a Vincenzino Esposito, che è il suo più fedele seguace. Eduardo Parascandoli, consapevole che nel sentire comune l’apparire è essere, fa credere a tutti, compreso l’ingenuo Vincenzino, che quest’ultimo ha ereditato una cospicua somma di danaro. Il suo scopo però, è dimostrare che i quattrini non servono a nulla, e che basta la fama della ricchezza per procurarsi crediti da tutti. Infatti, attraverso comiche situazioni, ci riesce ed anzi, dimostra che per guadagnare del danaro non occorre né lavorare, né disporre di capitali, ma basta essere furbi. Un’ironia amara che diverte il pubblico e lo fa riflettere. “Tutto il teatro di noi De Filippo non è solo un teatro di intrattenimento o un teatro digestivo, che non abbiamo mai praticato -dice Luigi De Filippo – ma è un teatro umoristico e l’umorismo è la parte amara, la parte agra della comicità, quella appunto che fa riflettere, fa pensare”. E prosegue rispondendo oggi alla domanda che pone la commedia: “A che servono questi quattrini?”: “Volendo malignare io direi che i quattrini servono oggi come oggi a pagare anche le tasse di quelli che le tasse non le pagano mai, purtroppo, c’è una caccia all’evasore che sta scoprendo degli altarini veramente sconvolgenti. La commedia vuol dimostrare che i quattrini servono ad apparire ciò che non si è”.

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