27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 19:48:00

Spettacolo

“Ho lasciato Taranto per sognare”


TARANTO – “Mi sono dovuto allontanare da Taranto per sognare”. Michele Riondino, ieri sera, al cinema teatro comunale di Crispiano, ha incantato il pubblico. A soli 33 anni, é uno degli artisti più completi: ha fatto teatro, cinema e televisione. Ha “rubato” Montalbano a Zingaretti ed é diventato famoso quanto lui. Cresciuto a Paolo VI, padre e fratello operai dell’Ilva, a 18 anni ha deciso di cambiare il suo destino. “La scelta di andare a Roma era dettata dal bisogno di lasciare questa città”.

Oggi Riondino (nella foto di Martino Marzella) é qualcosa di più di una giovane promessa. Dopo l’esordio in “Distretto di Polizia”, il giovane Montalbano il giovedì sera sfiora gli otto milioni di telespettatori. Ma é anche il protagonista di “Henry” e de “Gli sfiorati” (da domani al cinema di Crispiano). E’ sul set della nuova pellicola di Bellocchio ed é anche il protagonista di “Acciaio”, insieme a Vittoria Puccini. “In quel film, girato in una fabbrica siderurgica, ho fatto pace con il mio passato. Ho odiato così tanto l’Ilva di Taranto. Entrare nell’acciaieria di Piombino, dove é ambientata la storia, mi ha fatto vedere che al suo interno esiste una dimensione sana, in cui si rispetta l’ambiente”. L’attore, tornato a Taranto in occasione delle festività pasquali, ha anche ammesso: “C’è la crisi, eppure, sembra un paradosso, fortunatamente io sto lavorando tantissimo”. Ieri Riondino é stato invitato a Crispiano per la consegna del premio “Pugliese doc”: un riconoscimento pensato dall’assessore comunale Sergio Sisto per chi si é distinto nel panorama artistico nazionale e ha mantenuto nel tempo un legame fecondo con la propria terra di origine. “L’attaccamento al dialetto tarantino, alle mie radici, si é consolidato con la lontananza. Taranto ha bisogno di cultura, ma andare via non significa scappare. Nel mio piccolo cerco sempre di portare un contributo – ha raccontato Michele Riondino. Adesso le cose sono cambiate rispetto a dieci anni, quando io ho iniziato a studiare recitazione non c’era nulla. Ora c’é il TaTà che ha un programma invidiato da molti. Ora vedo finalmente 7.000 persone che protestano fuori dal tribunale contro l’inquinamento. Vedo che la città vecchia sta ricominciando a vivere. Adesso si sta vivendo un periodo di forte orgoglio tarantino”.

Serena Scarinci

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