22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Spettacolo

Storia di una tragedia del mare

Per il secondo appuntamento con la rassegna del Crest “L’autunno dei teatri” va in scena “Kater”, lavoro firmato da Francesco Niccolini


Ancora poche ore di attesa e poi, finalmente, il buon teatro “made in Puglia” ritorna con il suo secondo appuntamento venerdì, 31 ottobre, grazie al Crest, sul palco del TaTà, l’auditorium in via Grazia Deledda (al quartiere Tamburi): si deve, infatti, al laboratorio teatrale l’aver curato la rassegna dal titolo “L’autunno dei teatri”.

Progetto, quest’ultimo, che arriva a conclusione del terzo ciclo di “Teatri Abitati”, il piano regionale in base al quale le residenze pugliesi hanno deciso di attuare un’azione di rete volta a promuovere le migliori rappresentazioni che il sistema teatrale pugliese ha prodotto in questi anni di lavoro.

Sottotitolata “la nuova drammaturgia in Puglia”, la rassegna continua con la messa in scena di “Kater – Memorie dal fondo del mare”, lavoro firmato da Francesco Niccolini e diretto da Roberto Aldorasi, Francesco Niccolini, Fabrizio Pugliese e Fabrizio Saccomanno (gli ultimi due anche interpreti). Sul palco anche Elvis Belushi. La storia racconta di due albanesi che aspettano. Aspettano che la Kater salpi. Che l’Italia arrivi. Che le navi militari che gli girano intorno, venti volte più grandi della vecchia motovedetta albanese, vadano a salvarli. Uno gioca con un pallone, l’altro fuma. Parlano di cose da niente, apparentemente inutili, forse anche stupide, superficiali, semplici. Hanno parenti a bordo, figli, mogli. Poi accade l’inimmaginabile. Dall’altra parte ci sono i rappresentanti del Governo italiano e della Marina.

Tutto è visto attraverso una lente deformante, grottesca. La vicenda si rifà alla tragedia consumatasi il 28 marzo 1997, nel Canale di Otranto, quando alle 18 e 57 la Nave Sibilla, corvetta della Marina Militare Italiana, sperona la Kater I Rades, una motovedetta albanese, nel tentativo di impedirle di continuare il proprio viaggio verso l’Italia. A bordo uomini, donne e bambini: più di cento, su una barchetta omologata per nove persone di equipaggio. Se ne salvano una trentina. Tra cadaveri e dispersi mai più ritrovati, sono 81 le vittime albanesi. Ottantuno, come a Ustica.

L’impressione è che non tutti lavorino per raggiungere la verità e ottenere giustizia. Ad indagini finite e dopo un processo lungo anni (ormai manca solo la Cassazione), ad essere condannati sono stati condannati i comandanti delle due navi, quella italiana e quella albanese. E nessun altro. Anche se non c’è traccia di ordini dati dall’alto, leggendo la richiesta di archiviazione delle indagini relative ai vertici della Marina Militare Italiana, è sorto il dubbio che il Pubblico Ministero abbia avuto qualche sospetto. Sospetto che è rimasto tale per mancanza di prove.

L’apertura del sipario è prevista per le 21. Il costo del biglietto è di euro 10,00. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi al seguente numero telefonico: 099:4725780.

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