Spettacolo

Smile: “Meglio sepolto che vivo”

La produzione dell’associazione culturale leccese “Calandra” andrà in scena domani sul palcoscenico del nuovo spazio di ascolto e cultura tarantino


Terzo appuntamento domani – ed in replica venerdì, 14 novembre – con “Smile”, uno dei segmenti in cui è suddivisa la rassegna di quest’anno dell’auditorium  “Tarentum”, il nuovo  spazio d’ascolto e cultura tarantino in via Regina Elena nr. 122.

In scena la compagnia della’associazione culturale “Calandra” di Tuglie (Lecce) con la commedia dal titolo “Meglio sepolto che vivo”, con la regia di Giuseppe Miggiano.
La storia raccontata sul palco si svolge in una grigia canicola salentina nella quale non accade nulla. Proprio nulla. E in un’estate di non si sa quando.

C’è poco di tutto: poche persone, pochi bar, pochi ozi, pochi negozi. Proprio poco. Una noia mortale, anzi neanche quella. Perché a Scogliano, o Scoglianò qual dir si voglia, non si muore neanche più. E l’unica agenzia funebre presente, la Cazzato & figlio, muore d’inedia. Il proagonista, Uccio, orbo di un occhio e il nuovo assunto, Pippi, gli unici dipendenti, non riescono neanche ad ammazzare il tempo, presi dal nulla. Tutto è sospeso ad un filo che non esiste. E, allora, mangiare una caramella trovata per caso nel carro funebre, o esibire un paio di occhiali arancioni, o pettinare un’anziana, ma arzilla signora, possono diventare l’unico diversivo.

Poi accade che qualcuno muore e tutto si rianima. O, almeno, così sembra, perché il viluppo colloso permane e rallenta tutto, anche la nebbia. Nebbia che, purtroppo, non fa vedere a Pippi la strada che porta al cimitero, né il corteo di personaggi strambi al seguito di non si sa che cosa. Dove mai andranno a finire di notte, senza cartelli stradali né indicazioni, nel luna park buio fatto di pece?

La risposta arriva alla fine dello spettacolo. Inutile anticiparla.

Nella sua produzione Calandra ha giocato a prender per mano i macabri colori a olio di Joël Egloff e ha fatto della notte nera il garbuglio dove perdersi con umorismo. E delle intermittenze della morte, (per citare Saramago), il metronomo che batte i tempi del tragico e del buffonesco. Nello stesso tempo. Con leggerezza.

Il costo del biglietto, posto unico, è di euro 8,50; euro 7,50, ridotto.

L’apertura del sipario è prevista per le 21.

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