27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 06:58:00

Spettacolo

Nord e Sud, confronto all’Orfeo

TARANTO – Può succedere a volte che anche a teatro conoscere la verità faccia bene allo spirito e renda onore a chi, per l’onore di difendere la propria terra e la propria libertà, si è sacrificato. E’ il crudele cammino del nostro risorgimento che andrà in scena venerdì 18 maggio al teatro Orfeo di Taranto. La sintonia d’intenti di due artisti e la condivisione tematica ha condotto ad un connubio di linguaggi diversi: arte, musica e teatro con il debutto dello spettacolo “Come diventammo Italiani”. Taranto, dunque, la madrina spirituale che farà gli onori di casa alla serata di gala della “prima nazionale” dell’evento.

“Raccontare, raccontare sempre anche quando non ti crederanno” è il motto di Mimmo Cavallo, cantautore lizzanese, che con un’intensa e graffiante interpretazione musicale, aprirà il sipario insieme al monologo di Antonio Minelli, un’artista che riconduce il teatro alla sua funzione civile ed evocativa. Due artisti con percorsi professionali diversi che si incontrano per dar vita a “Come diventammo italiani”. Il cantautore Mimmo Cavallo e Antonio Minelli (nella foto), attore e regista genovese di radici pugliesi, entrambi legati al Mezzogiorno d’Italia, si domandano come mai queste terre, che dalla Magna Grecia in poi hanno partecipato alla crescita delle civiltà di Oriente e Occidente, si siano trasformate negli ultimi 150 anni in una “palla al piede” con politiche inadeguate e incapacità di crescita economica e sociale. Perché è proprio dall’Unità d’Italia che si scopre un sud indolente e inutile, incapace e bisognoso di assistenza. A cantare è l’anima di un uomo legato alla sua terra che crede in un sud come grande risorsa culturale, economica e sociale, perché “il sud non fa solo notizia quando è dramma, è terremoto, è violenza, ma è un sud con una realtà umana fatta anche di normalità”. Oggi, più che mai, il suo obiettivo è raccontare in musica, la verità storica del Risorgimento, un’idea che nasce dall’incontro con Pino Aprile, dopo un’attenta lettura del suo libro “Terroni “. E la storia si anima con il grande teatro del regista Antonio Minelli che accompagna lo spettatore nei sentieri della storiografia risorgimentale. La voce esperta e persuasiva di Antonio Minelli catturerà l’attenzione degli spettatori in una accattivante esposizione di documenti, rigorosamente datati tra il 1840 e il 1890: lettere, scritti privati e dichiarazioni parlamentari dei protagonisti che la storia ha consacrato come eroi e liberatori della nostra Nazione. Tra le confessioni del settentrionale Antonio Minelli e la storia cantata di Mimmo Cavallo si inseriscono “Le donne del sud al tempo dei briganti”, alcune scene della performance teatrale proposta dagli alunni dell’Istituto Mediterraneo di Leporano, diretto dalla Compagnia delle Vigne per la regia di Antonio Minelli. Protagonisti principali: Alessio Chiappini, Simone Malcore, Antonio Molino, Sabrina Fiusco, Michela Frascella, Barbara Schiavone, ZureiKa D’Arcangelo, Tiziana Rubino.

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