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23 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Maggio 2022 alle 22:57:00

Spettacolo

Era megghie…Netty Russo si racconta

E' stata la prima voce femminile dell'emittenza radiofonica tarantina negli anni ‘70


“Ere megghie… quanne stemme pescje” (Scorpione editrice) è il titolo della prima fatica letteraria firmata da Netty Russo (nella foto): l’autrice, prima voce femminile dell'emittenza radiofonica tarantina negli anni ‘70, presenterà il suo libro domani, alle 10, nel foyer dell’Orfeo (in via Pitagora).

“L’idea di buttare su carta le esperienze di tutta una vita – ci ha confessato l’autrice – è nata nell’estate del 2013 e dalla convinzione che non si possa affrontare il futuro senza conoscere, il passato.

Ancor più, quello di una città come la nostra che tutti dovremmo imparare a lasciare in eredità ai giovani di oggi, arricchita di tutto ciò che ha contribuito a renderla quella città che tutti conosciamo”. Il titolo del libro non lascia spazio all’immaginazione…

Vero. Nelle cento pagine che lo compongono, attraverso aneddoti, fotografie e racconti di vita personale, metto in evidenza, sempre con ironica “sincerità”, tutti quegli aspetti che aiutano a comprendere come sia cambiata negli ultimi decenni, ma non per questo evoluta, la società tarantina. 

Nelle foto che fanno da corredo al libro, accanto a lei compaiono personaggi di caratura nazionale Le ho “rispolverate” dal mio album dei ricordi: attraverso quei volti, descrivo momenti della mia vita indimenticabili. Lei, Netty per gli amici, Taranto la conosce bene. Soprattutto i tarantini che, da sempre, la considerano irriverente, spesso esagerata, sicuramente esuberante ma, senza ombra di dubbio e come può affermare chi la conosce bene, sincera.

Lo stile che la signora dei salotti tarantini del duemila utilizza nel suo libro non è, sicuramente, artefatto: lei scrive, come si suol dire, così “come parla”. Di getto. A volte anche in vernacolo. In ogni caso, la sua risulta una lingua quasi universale. Comprensibile a tutti. Ancor più a quanti, i detrattori, non sapranno leggere fra le righe.

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