14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 08:30:25

Spettacolo

Ecco l’alba della banda della Magliana


TARANTO – Il Libanese non si scorda mai. Sia per il personaggio raccontato da De Cataldo, sia per le interpretazioni di Favino e Montinari, rispettivamente nel film e nella serie tv. E finalmente, dopo dieci anni di attesa, torna in libreria. Martedì 3 luglio esce il prequel di Romanzo Criminale. Il suo titolo é “Io sono il Libanese”. Ovviamente stiamo parlando del nuovo lavoro del giudice scrittore tarantino Giancarlo De Cataldo. Edito da Einaudi, é l’antefatto di quelle gesta che sono state seguite da milioni di persone in tutto il mondo. Romanzo Criminale inizia nel biennio ‘77- ‘78. Con “Io sono il libanese”, De Cataldo ritorna sul luogo del delitto e sposta l’orologio a quell’ottobre del ‘76.

Il giudice scrive a dieci anni esatti dal grande romanzo liberamente ispirato alla storia della Banda della Magliana. Anche il nuovo libro é ambientato a Roma. Un anno prima che tutto accada. Il Libanese freme. Ha tre amici, Dandi, il Bufalo, Scrocchiazeppi. Passa con loro da un colpetto all’altro, tiene le armi delle altre bande. Il Terribile, che aspira a diventare il capo dei capi, tratta lui e gli altri pischelli come miserabili. Ma il Libanese non è uno dei tanti. Il Libanese ha un sogno. Un sogno ancora troppo grande per lui. Poi, una sera, il Libanese incontra Giada. Lei è bella, ricca, inquieta. Lei vuole cambiare le cose. Lei vuole fare la rivoluzione. Giada appartiene a un altro mondo. Il Libanese ne è stregato. E nello stesso tempo comincia a intuire che proprio da quel mondo potrà venire l’idea che gli permetterà di rendere il suo sogno una realtà. È grazie a lei, inconsapevole guida, che il Libanese penetra nel mondo dei ricchi, prima come pusher di un grande artista schiavo dell’eroina, e poi organizzando, con i suoi compari, un primo sequestro di persona (preludio di quello che segnerà, appena pochi mesi dopo, la nascita della Banda): il sequestro di un ricchissimo palazzinaro, padre di Sandro, l’amico del cuore di Giada. Anche in questo libro, successo annunciato, realtà e finzione si confondono e come sempre De Cataldo denuncia la verità, affrontando il tema tra mafia e ricchezza, tra criminalità e poteri forti. E invita a conservare valori come la Costituzione, la legalità e la buona educazione. Nel suo libro fa un grosso collegamento tra la Roma di oggi e la Roma degli anni ‘76, “dominata” dalla Banda della Magliana. Ancora oggi gran parte degli omicidi compiuti a Roma nell’ultimo anno, secondo De Cataldo, sono da ricondurre proprio a quel che resta della banda.

Serena Scarinci

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