16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 18:03:30

Spettacolo

Al Palazzo Ducale buona la prima di Artaserse


MARTINA F. – In un momento difficile per le manifestazioni musicali così di “nicchia”, il Festival della Valle d’Itria, rivitalizzato dalle qualità artistiche e personali del suo direttore artistico Alberto Triola, si presenta con il tutto esaurito già nella serata inaugurale; numerosissime le presenze di spettatori, giornalisti e critici musicali provenienti da tutto il mondo. Artaserse fu scritta appositamente per le qualità vocali del famoso castrato pugliese Farinelli, che rese, infatti, l’opera nota in tutta Europa e per tanti anni. Questo dramma ebbe grande successo non solo in Italia ma anche all’estero, prima a Londra e Venezia nel 1730, poi a Dresda ed infine a Napoli nel 1760.

a versione presentata a Martina Franca è quella che fu rappresentata a Venezia nel 1760 e costituisce la prima rappresentazione in tempi moderni. L’opera fu musicata da numerosi compositori ma quella di Johann Adolf Hasse è sicuramente quella che ha ricevuto maggiore successo anche per l’abilità del musicista nel creare un substrato indispensabile per gli interpreti del Belcanto. Protagonista d’eccezione a Martina è stato Franco Fagioli con articolazioni, armonie ed acuti ed interpretando molto bene il ruolo che fu del mito “Farinelli”. L’artista italo-argentino dopo i successi degli anni precedenti a Martina con Rodelinda di Handel ed Aureliano in Palmira di un giovanissimo Rossini, ha letteralmente entusiasmato pubblico e critica con i suoi virtuosismi e con la padronanza assoluta della voce. Ripetuti applausi del pubblico hanno sottolineato la sua interpretazione nel ruolo di Arbace. Il Belcanto ritrova così a Martina Franca il suo importante ruolo di protagonista. Incisivo e profondo l’apporto del regista Gabriele Lavia. Molto bravi tutti gli artisti che hanno dato vita ai personaggi dell’opera: Anicio Zorzi Giustiniani nel ruolo di Artaserse, Maria Grazia Schiavo in quello di Mandane, Sonia Prina in Artabano, Rosa Bove in Semira e Antonio Giovannini in Megabise. Maestro concertatore ed attento e preciso direttore dell’Ensemble Barocco dell’Orchestra Internazionale d’Italia, è stato Corrado Rovaris. Essenziali ma molto efficaci ed eloquenti le scene di Alessandro Camera ed i costumi di Andrea Viotti. Numerosa, in quest’occasione, la partecipazione di personalità politiche ed ecclesiastiche. Sono previste altre due repliche: il 18 p.v. ancora al palazzo Ducale ed il 27 a Noci nell’Abbazia S.M. della Scala.

Gaetano Laudadio

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