19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Spettacolo

Artaserse ricalca il palco di Palazzo Ducale


MARTINA – Ultima occasione per assistere all’Artaserse di Johann Adolf Hasse, con la regia di Gabriele Lavia. Dopo il successo di pubblico che ha affollato il cortile di Palazzo Ducale nelle prime due recite, stasera, 27 luglio, alle ore 21, Artaserse (Anicio Zorzi Giustiniani), Mandane (Maria Grazia Schaivo), Artabano (Sonia Prina), Arbace (Franco Fagioli), Semira (Rosa Bove) e Megabisde (Antonio Giovannini), ricalcheranno il palcoscenico, dando vita alla vicenda ambientata nell’Impero Persiano nel V secolo A.C. Artaserse è stato una delle opere più rappresentate del Settecento con più di novanta versioni, Metastasio il poeta più musicato.

Quella in scena a Martina Franca, avvalendosi dell’esperienza di Raffaele Mellace, massimo esperto di Hasse in Italia e di Marco Beghelli, curatore dell’edizione moderna della partitura, è la versione del libretto stampato nel 1730 in occasione della prima esecuzione per il Teatro San Giovanni Grisostomo di Venezia. Il ruolo di Arbace, che fu interpretato dal celebre castrato pugliese Farinelli, è nella versione odierna affidato a Franco Fagioli che già nel 2010 aveva interpretato Bertarido nella Rodelinda Regina dei Longobardi di Handel, per il cui ruolo vinse il premio Abbiati. Alla prima veneziana l’opera fu interpretata da stelle di prima grandezza (Farinelli nel ruolo di Arbace, la Cuzzoni in quello di Mandane e Nicolino Grimaldi come Artabano), in pochi anni toccò le città di Genova, Lucca, Bergamo, Graz, e venne utilizzata come base per diversi “pasticci”. Questa prima versione dell’opera fu particolarmente prediletta dal grande Farinelli, che la impose a Londra; il celebre castrato vi era stato chiamato per sostenere le sorti dell’Opera of the Nobility, compagnia rivale di quella di Handel. Il debutto inglese di Farinelli avvenne il 29 ottobre 1734 proprio nell’Artaserse, di cui il cantante interpretava ben undici arie e un duetto: il successo strepitoso fornì materia per gustosi aneddoti e garantì al teatro quaranta repliche dello spettacolo in tre anni.

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