29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 09:44:00

Spettacolo

E’ tarantina la vincitrice del “vj time” di Bologna


TARANTO – In arrivo una laurea in Arti figurative, un feedback di rispetto, nelle discoteche, dove ha fatto di tutto pur di stare accanto, dentro la musica: guardarobiera, barwoman, assistente dj, finalmente dj, quindici anni in tutto. Un’esperienza ad Ilaria Ligonzo (nella foto), tarantina, servita nella sua escalation professionale. Quella di vj, tre anni di attività, e salita per un giorno sul tetto più alto d’Italia in questa categoria, a Bologna, al concorso nazionale “VJ Time” lanciato dalla Filmaker. Prima, fra una marea di proposte, di ragazzi che al mixer ci sanno fare, ma che non hanno dato, secondo la giuria tecnica, il senso che, invece, Ilaria ha saputo dare alle immagini unite al numero di battute.

Vj, puntualizzazione: non è un dj televisivo, ma una “video dee-jay”, quanti in discoteca, con l’ausilio di immagini da film, “corti”, telefilm e altro materiale pescato da Youtube, confezionano video estemporanei su basi musicali. “E’ stata una bella avventura – dice Ilaria – per giunta a lieto fine: a Bologna sono arrivata con il mio “Mac” e la voglia di misurarmi con i big del settore, imparare qualcosa da loro: è andata, invece, meglio di quanto credessi, dieci minuti a testa per una composizione su una base musicale assegnata; la giuria, alla fine, ne ha selezionati tre, fra questi la sottoscritta”. Il “testa a testa” diventa uno spareggio. “Ma intrigante – ricorda la vj tarantina – non appena sono stati ufficializzati i parametri sui quali avremmo lavorato, avevo già le idee chiare, così mi sono presa la mia valigetta di lavoro e lavorato su degli spezzoni: ho lavorato, sodo, sulla scansione ritmica, le immagini scelte si muovevano al ritmo della musica; gli altri due hanno solo sovrapposto le immagini; questa cosa, evidentemente, ha fatto la differenza: sembrava come se a Charlie Chaplin che indossava gli abiti di Charlot avessero commissionato un balletto sulle punte di quella base musicale”.

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