Spettacolo

I “Discorsi alla nazione” di Celestini


TARANTO – Ascanio Celestini arriva a Taranto per presentare: “ Discorsi alla nazione”: studio per spettacolo presidenziale. Appuntamento per domani sera alle 21.30 al Palafiom (spazio all’aperto). In Puglia Ascanio mancava dall’Aprile 2010 e il suo ritorno coincide con il successo dei suoi spettacoli. Da poco il gruppo editoriale L’Espresso-Repubblica ha pubblicato libri e Dvd dei suoi lavori teatrali, e il successo dei monologhi nella trasmissione televisiva “Parla con me” di Serena Dandini. Evento patrocinato da Fiom- Cgil Taranto, Comune di Taranto e Provincia di Taranto. Uno spettacolo che Ascanio Celestini descrive così: “ Il tiranno è chiuso nel palazzo. Non ha nessun bisogno di parlare alla massa. I suoi affari sono lontani dai sudditi, la sua vita è un’altra e non ha quasi nulla in comune con il popolo che si accontenta di vedere la sua faccia stampata sulle monete.

Eppure il tiranno si deve mostrare ogni tanto. Deve farsi acclamare soprattutto nei momenti di crisi quando rischia di essere spodestato. Così si affaccia, si sporge dal balcone del palazzo e rischia di diventare un bersaglio”. “Ho immaginato alcuni aspiranti tiranni che provano ad affascinare il popolo per strappargli il consenso e la legittimazione. – Ha spiegato Ascanio Celestini – Appaiono al balcone e parlano senza nascondere nulla. Parlano come parlerebbero i nostri tiranni democratici se non avessero bisogno di nascondere il dispotismo sotto il costume di scena dello stato democratico”. Celestini é considerato uno dei rappresentanti della seconda generazione del cosiddetto teatro di narrazione. I suoi spettacoli sono fatti di storie raccontate e sono preceduti da un lavoro di raccolta di materiale lungo e approfondito. L’attore-autore fa quindi da filtro, con il suo racconto, fra gli spettatori e i protagonisti dello spettacolo. L’attore in scena rappresenta sé stesso, anche quando parla in prima persona: è qualcuno che racconta una storia. I suoi spettacoli sono caratterizzati da un’economia di mezzi attoriali e scenografici: i movimenti dell’attore sulla scena sono ridotti al minimo e la comunicazione si svolge attraverso le capacità di affabulazione. Il ritmo vocale è rapido e quasi senza pause, la scenografia elementare. Romano di nascita, Celestini dopo gli studi universitari, si avvicina al teatro a partire dalla fine degli anni novanta collaborando, in veste di attore, ad alcuni spettacoli del Teatro Agricolo O del Montevaso, tra cui Giullarata dantesca (1996-1998), rilettura dell’Inferno di Dante alla maniera dei comici dell’Arte. Celestini scrive ed interpreta il suo primo spettacolo, Cicoria. Con Cicoria prende avvio la sua produzione matura, snodatasi attraverso una prima fase artistica concretizzatasi, tra il 1998 ed il 2000, nella composizione della trilogia Milleuno, sulla narrazione di tradizione orale. In Milleuno Celestini rievoca un mondo pasoliniano dove la sofferenza del vivere viene riscattata da una sottile ironia.

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