23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Spettacolo

E’ “Festa Grande” tra le ceramiche


GROTTAGLIE – Dopo il successo del concerto dei Bluestrano, che si è tenuto sabato sera, nella splendida cornice del giardino di “Casa Vestita”, nel cuore del quartiere delle ceramiche, spazio all’arte con “Festa Grande” La città delle ceramiche, infatti, svela, per la prima volta, il variegato mondo delle feste patronali in Puglia, diverse in ogni città per ragioni storiche, linguistiche e culturali, mai simili tra di loro: dal Gargano al Barese, dal Salento al Tarantino. Fino al 9 settembre, dalle 18 alle 23, Casa Vestita (via Crispi 63/a) ospiterà la mostra Festa grande a cura di Simone Mirto e Mimmo Vestita. Celebrazioni religiose e civili uniche, ma accomunate da elementi cardine quali le bande musicali, le luminarie, i fuochi d’artificio ed in generale il clima di allegria, gli odori, i sapori e la confusione che si respirano nei giorni della Festa per eccellenza.

Le immagini fermate nel tempo da Ciro Quaranta, fotografo grottagliese, racconteranno i momenti della festa che si svolge con lo stesso entusiasmo in qualsiasi città, paese, quartiere o chiesetta di campagna per chi è stato eletto a sua protezione. Corposa la sezione dedicata alle Bande da giro, oggi musicisti professionisti ma un tempo artigiani, contadini o commercianti istruiti dai maestri di cappella che portano in giro per i paesi dell’Italia e all’estero un pezzo della tradizione di Puglia. Doveroso l’omaggio ai “nomadi del pentagramma” così definiti da Bianca Tragni, prima storica delle Bande da giro in Puglia, autentica colonna sonora di ogni manifestazione religiosa e civile del Meridione d’Italia. La seconda parte della mostra è dedicata all’antico‘“merchandising” delle feste patronali: statuette votive in terracotta e santini alcuni dei quali risalenti ai primi anni dell’Ottocento. I santi in terracotta esposti provengono dalla Collezione Vestita e sono stati tutti realizzati dagli artigiani di Grottaglie tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Una raccolta che mette in luce come l’antica tradizione risalente al mondo romano dei Lari e dei Penati, sia sopravvissuta, modificandosi leggermente durante il Cristianesimo fino alla prima metà del secolo scorso.

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