19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Spettacolo

Per tutto il weekend visiti gratis il MArTa


TARANTO – Anche quest’anno il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha promosso, insieme con altri quarantanove Stati Europei, le Giornate Europee del Patrimonio, con lo slogan “L’Italia tesoro d’Europa”. Per tale occasione oggi e domani, 29 e 30 settembre, sarà possibile accedere con ingresso gratuito nei musei, aree archeologiche e monumenti statali. Oggi è inoltre l’ultimo giorno utile per fruire delle aperture straordinarie prolungate estive, promosse dall’Agenzia Puglia Promozione d’intesa con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia. Il Museo Nazionale Archeologico di Taranto, in tale giorno, è visitabile con orario continuato dalle ore 8.30 fino alle ore 23.00 (ingresso consentito fino alle ore 22.30).

Sempre in questo sabato vengono effettuate anche due visite guidate gratuite, a cura di archeologi della Soprintendenza, alle ore 20.00 e le ore 21.30, previa prenotazione telefonica allo 099/4532112. Negli spazi a piano terra del Museo, i visitatori potranno inoltre fruire della mostra “Negli occhi della Gorgone. Il volto di Medusa sulle antefisse di Taranto” organizzata dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, in collaborazione con il Comune di Taranto, nell’ambito dell’iniziativa Dal deposito al Museo. Promuovere la cultura e i beni culturali, lungi dal costituire un fardello gravoso o un costo superfluo, è il modo migliore per salvaguardare l’inestimabile valore dello scrigno d’arte che custodisce l’immagine della nostra storia e del nostro futuro. Per tale motivo, anche quest’anno l’Italia aderisce con viva convinzione alle Giornate Europee del Patrimonio. Molto è cambiato da quando nel 1991 il Consiglio d’Europa le ha ufficialmente lanciate, per poi trasformarle nel 1999 in un’azione congiunta con la Commissione europea. Ma non è cambiata la motivazione profonda che sta alla loro base: consentire ai cittadini europei di riappropriarsi dell’identità che la tradizione consegna, attraverso il coinvolgimento di 50 nazioni, con i loro beni culturali, i monumenti e i luoghi storici.

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