18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Spettacolo

La “crescita” di Roma al Convegno Magna Grecia


TARANTO – Cala il sipario sulla 52esima edizione del Convegno della Magna Grecia, terminato ieri. Nella seconda giornata di lavori la seduta del mattino è stata dedicata all’inquadramento storico del periodo compreso tra IV e fine III secolo a. C., sia nel delineare la fisionomia di Sicilia e Magna Grecia ed i loro reciproci rapporti verso l’esterno, sia nel ripercorrere la “crescita” di Roma e dei suoi interessi verso l’Italia meridionale, sia nel ricostruire le strategie dei Cartaginesi, ed in particolare di Annibale, rispetto alle popolazioni del Meridione. Nell’Occidente greco si assiste ad una grande mobilità sociale, ma anche a tensioni e guerre, mentre emerge la figura di Agatocle, protagonista del conflitto punico-siracusano.

Sulle mire di Roma e sulla sua espansione lenta e progressiva la critica storica si è divisa: è, quello dell’Urbe, un imperialismo di tipo difensivo, nel senso che le sue conquiste non risponderebbero ad un piano preordinato, ma solo a garantirne la sicurezza? Oppure si tratta di imperialismo offensivo, dal momento che si ritrova in guerra tutti gli anni, endemicamente? La presenza dei Cartaginesi nella fase pre – annibalica è poco documentata: scarse sono le notizie delle loro incursioni nel sud Italia, mentre sappiamo che si sono avvalsi di mercenari brettii, esattamente come i loro avversari Siracusani. Ben diversamente le fonti si concentrano su Annibale, insistendo sulla sua volontà di staccare gli alleati da Roma, con chiare promesse di libertà alle città greche. Bisogna tuttavia considerare che le singole comunità, più che da un senso di ribellione, sono guidate nelle scelte politiche da princìpi autonomi, dettati piuttosto dalla volontà di rafforzare la propria integrità e la propria economia. Le evidenze archeologiche hanno diffusamente attestato profondi cambiamenti durante il III secolo a.C. sia nel territorio urbano che in quello rurale, con una riorganizzazione degli abitati che si dotano di nuovi edifici pubblici, riedificano fortificazioni più adatte alle mutate esigenze difensive, accolgono complessi monumentali. La rassegna di Soprintendenza è toccata ad Antonio De Siena che ha illustrato la vasta attività di tutela svolta in Basilicata. A Satriano di Lucania, presso la Torre, lo scavo ha restituito l’intera documentazione di un impianto arcaico in mattoni crudi; a Baragiano, sotto la chiesa della Ss. Concezione, sono venute alla luce tombe principesche di VII-VI secolo a.C. con ricchi corredi.

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