05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 06:54:46

Spettacolo

In 16 mesi il rilievo del Castello Aragonese in tre dimensioni


TARANTO – Il Castello Aragonese in 3 dimensioni con il progetto “Cara3D”. E’ il progetto presentato ieri mattina nella suggestiva cornice della struttura tarantina, restaurata e valorizzata dalla gestione della Marina Militare (un momento nella foto dello Studio R. Ingenito). Si tratta di una ricostruzione digitale tridimensionale dell’antico maniero, il Castello Aragonese di Taranto in 3D nell’evoluzione del paesaggio naturale. L’evento di ieri si è tenuto alla presenza del professor Giuseppe Mastronuzzi, del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bari, Corrado Petrocelli, del Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dello Ionio e del Canale d’Otranto, ammiraglio di Squadra Ermenegildo Ugazzi e del Presidente della Fondazione Caripuglia.

Il progetto presentato é finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, sviluppato dal Dipartimento di Scienze della Terra e Geo-ambientali dell’Università degli Studi di Bari e vede la collaborazione della Marina Militare. Un’iniziativa che deve svilupparsi in 16 mesi e che ha come obiettivo il rilievo tridimensionale del Castello e dei suoi dintorni al fine di ricostruire le relazioni esistenti nel tempo tra il paesaggio costruito, attraverso i vari periodi storici, e il paesaggio fisico, quali le variazioni del livello del mare e dell’orografia. Infatti, con i dati disponibili, sarà possibile ricostruire, con accuratezza e precisione, piante, prospetti e sezioni architettoniche di ogni parte del Castello. La cartografia ottenuta, insieme ai rilievi geografici, storici ed architettonici disponibili, sarà utilizzata per effettuare un “modello” che evidenzi l’organizzazione degli spazi del castello in relazione all’ambiente circostante durante le varie fasi storiche. I prodotti digitali, che saranno elaborati dal team di ricercatori, potranno costituire uno strumento essenziale non solo per i geologi ma anche per gli archeologi ed il personale della Marina Militare che da anni operano per mettere in luce i livelli archeologici e le strutture architettoniche che il Castello Aragonese preserva.

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