20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Spettacolo

Boom di visitatori alla Biennale d’Arte


TARANTO – Boom di visitatori per la Biennale di pittura, scultura e ceramica, allestita e visitabile al Convento di San Francesco di Paola di Grottaglie. Quindici nazioni per ottantadue artisti e un percorso di circa 120 opere. Una biennale che realizza un confronto tra artisti di diversi Paesi che hanno esperienze culturali e religiosi abbastanza articolate sia nei processi formativi che nelle dimensioni culturali la religiosità o le religiosità si incontrano con le “forme” e con la “luce” in una individuazione di metafisica dell’anima. A curare la biennale è l’elegante catalogo è mons. Pietro Amato del Museo Storico Vaticano. In catalogo le note introduttive sono di Padre Francesco Marinelli, Correttore Generale dell’Ordine dei Minimi e di Padre Salvatore Palmino, Superiore dei Padri Minimi di Grottaglie.

Si tratta di un’operazione artistica che realizza un evento straordinario sia dal punto di vista artistico che antropologico. “Un tavolozza di tecniche miste – spiega lo scrittore Piefranco Bruni – che pongono in discussione il principio generale e tradizionale dell’arte dando ad essa una universalità di linguaggio oltre la storia e oltre gli schemi delle frontiere del pensiero sull’arte stessa. Questo è un primo aspetto, in sintesi, che, comunque, presenta la sua notevole importanza sia strategica, dal momento che la Biennale si svolge in pieno centro di un Mediterraneo qual è quello di Grottaglie e nasce dentro il messaggio di un Santo che ha fatto della intercultura, già nel 1500, una profonda antologia della contemplazione e del viaggiare tra i popoli e le civiltà”. Scrive bene Padre Palmino: “Nella gioia che il Cristianesimo procura nei cuori della gente e che amplia gli orizzonti di un’esistenza, altrimenti insopportabile, se vissuta esclusivamente nell’ottica dell’essere in contrapposizione, l’incontro e il confronto tra artisti di varia provenienza, ci consente, direi inevitabilmente, di riflettere insieme sulle più scottanti questioni del mondo di oggi”. “Il curatore della mostra, Pietro Amato, conoscitore attento di questi intrecci, che non sono soltanto strutture artistiche ma scavi d’animo – continua bruni – ha filtrato gli intagli e i tagli degli incisi. Parlante e contemplante la scultura in bronzo a cera persa dedicata a Maria di Magdala o di Geremia o di Giuditta. Esempi. Ma tutta la mostra ha una sua chiave di interpretazione all’interno di un contesto che non è solo quello riferito all’arte moderna ma a quell’arte che parla i linguaggi delle parole della comprensione tra popoli e civiltà: un altro elemento che pone un tassello ad una valenza culturale che ormai non va verso direttrici omogenee”. Un evento eccezionale, il cui merito va a questa comunità di frati di San Francesco di Paola. La mostra resterà aperta e visitabile sino a dicembre prossimo.

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