05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 06:16:58

Spettacolo

Letteratura italiana risorgimentale per i 150 anni dell’unità


TARANTO – Settimo Quaderno per la rivista “L’Arengo”, organo ufficiale del Centro studi di italianistica presso il liceo classico “Quinto Ennio”. Il Quaderno é interamente dedicato alla letteratura italiana risorgimentale, in occasione dei 150 anni dell’unità nazionale. Si può definire un volume, per il numero di contributi degli operatori culturali di Taranto e non solo, oltre che per la varietà degli argomenti che hanno scandagliato il secolo Ottocento della nostra storia letteraria e della sua inserita storiografia. Saggi che prendono il via dalle prime opere foscoliane, da quel “Conciliatore” che fu breve, ma profonda operazione politica e letteraria, per poi confluire nella poesia berchettiana, e poi, di tempo in tempo, di avvenimenti in avvenimenti, storicamente unitari, nella produzione poetica, nella narrativa sino al Verga e a Tomasi di Lampedusa, sino al Pascoli dell’”Inno Secolare, a Giuseppe Mazzini.

“A centocinquantanni dal concetto unitario nazionale questo nostro Quaderno vuole essere umile, ma preciso, contributo – precisa il Presidente del Centro Studi d’Italianistica Taranto Paolo De Stefano (nella foto) – a quella tanto sofferta unità che dovevasi realizzare, nella sua integrità territoriale, solo nel 1918. Un contributo di pensiero e di volontà ricostruttrice in un momento storico quale quello odierno non privo di apprensioni e travagli politici e morali. L’Italia é una, inscindibile, voluta dal sangue e dal pensiero di tanti eroi, martiri e uomini di ingegno e costruttori di anime nuove”. “Pertanto qui ringraziamo tutti i collaboratori di questo Quaderno risorgimentale – continua De Stefano – per l’affettuoso sentimento etico e nazionale col quale hanno aderito alla composizione del presente volume. Che, tuttavia, non avrebbe visto la luce se ancora una volta la Banca Cooperativa di San Marzano di San Giuseppe, per il tramite del suo Direttore generale dott. Emanuele Di Palma, non avesse, con assoluta munificenza, contribuito generosamente alla pubblicazione dell’opera”.

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