Spettacolo

Al Petruzzelli l’Italiana in Algeri di Rossini


BARI – Il capolavoro di Rossini, nell’allestimento del compianto J.P. Ponnelle, ha sostituito il programmato “War Requiem di Benjamin Britten previsto originariamente nel cartellone della “Stagione d’Opera e di Balletto 2012 della Fondazione Petruzzelli. Il dramma giocoso di Gioachino Rossini ha visto impegnati per la prima volta sul palco barese l’orchestra della Fondazione Petruzzelli, diretta nell’occasione dal maestro Daniele Rustioni, ed il nuovo coro del maestro Franco Sebastiani, entrambi nella fase conclusiva del rinnovamento.

L’orchestra ha mostrato un buon affiatamento ed ha assecondato con molta diligenza ogni gesto del giovane direttore Daniele Rustioni; il suono ne è risultato pulito e così anche le parti solistiche dell’oboe e del violoncello sono apparse di rilievo e di grande effetto nell’introduzione. Il coro, molto ben preparato dal maestro Franco Sebastiani, è stato molto professionale ed ha anche saputo muoversi bene sul palco, partecipando alle azioni di svolgimento dell’opera. L’allestimento è stato lo stesso del Teatro alla Scala di Milano realizzato negli anni ’70 da Jean Pierre Ponnelle, ripreso a Bari dal giovane e preparato Fabio Ceresa. Questo bellissimo allestimento, che tanto successo ha riscosso nei più importanti teatri d’opera internazionali, era già stato visto al Petruzzelli nella stagione del 1976, con l’edizione critica del maestro Carlo Vitale. C’è da sottolineare che l’opera di Rossini, così rivisitata da Fabio Ceresa, non ha perso la sua forza comunicativa ed è riuscita a farsi apprezzare ancora. Sono state tre ore di spettacolo piacevoli e divertenti, che il pubblico barese ha accolto con favore e con applausi a scena aperta e calore. La scenografia fissa ma efficace, costituita da finestre trilobate, porte laterali ed un grande arco frontale, con l’uso di tende e costruzioni di modellini di castelli, paesini ed il mare a varie e differenti esigenze teatrali ha appagato in pieno lo spettatore. La luce soffusa, proveniente dagli intarsi delle finestre laterali o dall’apertura sul soffitto ha illuminato le scene, creando sensazioni misteriose e suggestive e reso efficacemente il serraglio degli eunuchi tremolanti e con gli ombelichi al vento; molto ricchi di ricami, curati e sfarzosi i costumi dei protagonisti turchi; sobri e di tinta unita quelli degli italiani Isabella e Taddeo. Per quanto riguarda i cantanti Simón Orfila è stato un ottimo Mustafà, brava anche Lavinia Bini in Elvira, Elena Traversi (Zulma), Enrico Marabelli (Haly), Edgardo Rocha, molto preciso nel ruolo di Lindoro, Chiara Amarù è stata Isabella, Vincenzo Taormina un vivace Taddeo, come il ruolo richiedeva. Si replica ancora nei giorni 16, 18 e 20 del mese in corso.

Gaetano Laudadio

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