Spettacolo

La crisi e la vergogna. Quando l’arte sceglie di fermarsi a Taranto


TARANTO – “La crisi e la vergogna” è il titolo della mostra che prenderà il via lunedì alle 18.30 al Castello Aragonese e che è stata presentata stamattina in una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo di Città. Una mostra fotografica resa possibile grazie al supporto del grande fotografo Bruno Oliviero che ha messo la sua arte e la sua esperienza al servizio del sociale, ha l’obiettivo di rappresentare il cambiamento radicale, le trasformazioni imponenti e le difficoltà che la società tutta sta attraversando in questi anni di dura crisi economica .

Una mostra però dove la parola “crisi” non ha solo una valenza economica, bensì un’accezione molto più profonda dal punto di vista identitario: la vera crisi è quella dell’individuo che, privato dei propri diritti e della dignità, non riesce più a percepirsi come tale e viene assalito da un forte senso di vergogna. Protagonista dello shooting Simonetta Lein e con lei in alcuni scatti Davide Reali. La Blugara, società di management e comunicazione , ha scelto Taranto non casualmente: Taranto infatti, meglio di ogni altra città rischia di diventare un palcoscenico fondamentale per la comprensione del momento politico sociale che stiamo vivendo. La mostra si propone di cogliere questo momento di crisi economica, sociale e culturale da una prospettiva particolare, insolita se si vuole, monitorando cioè le reazioni e la capacità di adattamento della donna a ciò che le accade intorno. Lo scopo è quello di ritrarre un fenomeno sociale ormai noto, di lasciare traccia indelebile di questi anni, usando come cartina al tornasole la società femminile che si trasforma e reagisce ai problemi più comuni in un quotidiano sempre più complesso. Le fotografie mostrano gli effetti più devastanti della crisi economica: dal prezzo della benzina salito alle stelle alle spese quotidiane che aumentano a dismisura, dallo sfaldamento dei valori alla difficoltà di divenire madre, dalla precarietà all’impossibilità di mantenere i propri figli, dal disagio sociale fino al crollo delle certezze. Il tentativo è quello di invitare il fruitore ad entrare nell’opera, cercando di portarlo – attraverso il medium della fotografia – alla comprensione, all’immedesimazione e alla vicinanza allo stato d’animo del personaggio. La Mostra infatti, nasce non solo per catalizzare l’attenzione dei media ma anche per dare un vero contributo economico, nel caso di Taranto sosterrà con parte degli incassi la Abfo associazione volontaria onlus nata proprio a Taranto nel 2OO5 che ha l’intento di prendersi cura di quanti soprattutto famiglie e bambini vivono situazioni disagiate.

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