06 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Dicembre 2021 alle 07:14:52

Spettacolo

Masseria Solito, un glorioso passato di cui farne tesoro


TARANTO – La tutela e la valorizzazione della Masseria Solito al centro della conferenza che si è tenuta ieri sera all’Hotel Mercure Delfino. All’evento sono intervenuti Adriana Laruffa Carrisi, presidente Fidapa Taranto, l’assessore al Patrimonio Barbara Scozzi. Relatori della conferenza sono stati Enrico Viola, presidente del Centro Studi Cesare Giulio Viola, Vincenzo Antonio Greco, autore del libro “Masserie del Tarantino” e Josè Minervini. L’evento è stato organizzato da Fidapa Taranto, Ammi Taranto, Zonta Club di Taranto e Lions Taranto Falanto. (Un momento della conferenza nella foto dello Studio R. Ingenito). La masseria Solito, da rudere a museo della memoria storica della cultura dei tarantini.

E’ questo il destino di quello che rappresenta l’unica testimonianza di un edificio agricolo collocato in un contesto urbano. Nella conferenza che si è tenuta ieri sera al Delfino si è tornato a parlare del progetto di restyling della Masseria Solito. “La valorizzazione delle risorse culturali sia volano di sviluppo, perchè la crescita del paese va di pari passo con lo sviluppo culturale” ha spiegato nel suo intervento Adriana Laruffa Carrisi. “Siamo arrivati fin qui, dopo un’intensa operazione tra associazioni culturali e Comune, che attraverso la permuta, e quindi senza oneri aggiunti per l’amministrazione, ha trovato una soluzione per la masseria”. L’assessore al Patrimonio Barbara Scozzi ha evidenziato l’importanza della masseria come bene del patrimonio e la necessità di raccogliere tutte le idee e i progetti per valorizzarla. “Entro la fine dell’anno – ha spiegato l’assessore – sarà portata in Giunta una delibera con la quale sarà individuato il soggetto che andrà ad effettuare la permuta, che quindi si risolverà in pochi mesi. Mio marito mi ha detto che ho riscoperto di essere tarantina – ha aggiunto molto commossa. Amministrare la città permette di capire quant’è bella Taranto. Tutti dovrebbero riscoprire di essere tarantini per riportare la nostra città ad un futuro migliore”. La parola è subito passata ad Enrico Viola, di cui è stata prima letta una breve biografia. Il presidente del Centro Studi Cesare Giulio Viola, avvocato dal 1971, è stato infatti, docente universitario, revisore dei conti, giudice tributario. Ha ricoperto numerosi incarichi nella direzione amministrativa ed è autore di diverse pubblicazioni. “La classe culturale della città è riuscita a farsi ascoltare dalle istituzioni locali e, attraverso la formula della permuta, l’amministrazione comunale è riuscita a soddisfarla. Solo uomini di cultura sono riusciti a capire il valore di un rudere ed hanno espresso la volontà che venisse recuperato in fruizione della città” ha spiegato l’avvocato Viola. La masseria Solito fu portata in dono dall’imprenditore tarantino Carlo Cacace alla figlia Caterina, andata in sposa a Luigi Viola, l’archeologo che fu il creatore del Museo Archeologico di Taranto, padre di Cesare Giulio Viola, scrittore, poeta, drammaturgo e sceneggiatore. L’area nella quale ricade la masseria Solito, struttura seicentesca che dava il nome al quartiere, era stata acquisita da un’impresa privata che vi aveva progettato la costruzione di una palazzina per appartamenti da vendere. L’impresa aveva ottenuto anche la licenza edilizia e il permesso di demolire l’immobile da parte della giunta Di Bello. Poi il Comune di Taranto ha deliberato lo scambio della masseria, appartenente a un’impresa barese, con un’altra area. “C’è stata anche la sensibilità degli organi di stampa, come il TarantoBuonaSera – ha aggiunto l’avvocato Viola – che hanno tenuto forum per capire cosa si potesse fare del rudere. Le associazioni si sono rivolte a me per individuare una soluzione. Noi del centro Studi Cesare Giulio Viola vogliamo che la masseria sia luogo di studi e contenitore per le opere dei tarantini eccellenti”. Viola ha ricordato che l’operazione per arrivare al punto in cui siamo è stata lunghissima. “In primis abbiamo cercato di riconoscere il valore storico della masseria, poi abbiamo contattato le amministrazioni. Addirittura un responsabile del Comune ci disse che ormai Taranto aveva perso il suo potere storico e che quindi non valeva più la pena preservarlo. Fortunatamente la città ha trovato la volontà di molte associazioni, soprattutto di giovani, che hanno sottoscritto una petizione al Comune affinché acquisisse il bene. La permuta, dove c’era differenza di valore, è stata compensata con una capacità volumetrica superiore”. Il Centro Studi Cesare Giulio Viola è riuscito così ad ottenere la destinazione di tali spazi a contenere e rappresentare le opere dei tarantini eccellenti, affinché sia un centro di crescita culturale e morale. Non resta quindi che iniziare con la ristrutturazione. L’auspicio è che presto la masseria Solito, che rappresenta il glorioso passato di Taranto, potrà consegnare alla città la dignità che le spetta.

Serena Scarinci

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